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stefano bartoli
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Il valore è relativo (?)

10/01/2019, 12:06

Negli ultimi decenni sono comparsi sul mercato marchi nuovi, alcuni industriali, altri artigianali. Son comparse trombe e bocchini dal costo inimmaginabile "ai miei tempi"
Quando lavoravo nell'hi fi di altissimo bordo anche io producevo oggetti di costo molto alto, a volte giustificato, altre no.
Una regola vigeva, ci sono tre fasce di prezzo la prima è quella dove non puoi ottenere granche, la seconda contiene la maggior parte dei prodotti migliori (rapporto Q/P) la terza va dalla pretesa assurda, alla presa di culo bella e buona, questo discorso è riferito a produttori medi e piccoli, le aziende gigantesche non rientravano praticamente mai i questo perverso discorso.
Prendiamo un CD player, bene, sotto i 500 euro c'era tutta robetta, oggetti decorosi, costruttivamente e sonicamente, tra i 500 e i 3.000 euro (circa) c'era il meglio costruttivamente e sonicamente, sopra, fino ad arrivare a 50.000 euro eravamo nella presa di culo di cui sopra.
Considerate lo stesso discorso in tutti gli altri anelli della catena, con basi giradischi (esclusi quindi braccio e fono rivelatore) che potevano arrivare a 200.000 euro.
Queste follie erano primariamente causate (celatamente al cliente) dalla piccola capacità produttiva del costruttore, alla mancanza di catene di produzione di qualsiasi tipo, dallo scarso potere di acquisto delle materie prime del piccolo artigiano ed altre problematiche legate al costruttore.
Nela CES di Las Vegas ogni anno incrociavo artigiani americani che vendevano oggetti orrendi e mal suonanti a cifre da mono locale in centro e la stessa persona si presentava come: presidente, commerciale, progettista e costruttore, ce ne erano a decine ogni anno. Tutta gente poi pian piano scomparsa, ovvio...
Negli ascolti ciechi, ho avuto clienti che non distinguevano una cavo di segnale da 100 euro da uno da 10.000, le differenze c'erano ma erano piccole per cui nell'ascolto cieco vedevi cadere molti miti...e molti clienti "saputoni" facevano ricche figure di merda.
Una volta al Top Audio a Milano, scoglionato e stanco feci finta di cambiare un avo ma rimisi lo stesso, il cliente dopo aver ascoltato mi disse "ah cazzo si sente che questo cavo costa il quadruplo dell'altro, siamo su un'altro pianeta!!!"
C'era poi il cliente che aveva 800.000 euro di impianto audio video, sala trattata e 50 long playng...e poi ci guardava il Costanzo show.C'era poi quello che accendeva l'impianto il lunedì per ascoltare un'ora di musica la domenica, il tutto per mandare tutti i componenti ad una temperatura di lavoro ottimale e diffusa a tutti i componenti dei circuiti.
In fine c'era quello che con un impianto stratosferico ci ascoltava solo  i dischi di Laura Pausini.

Giusto? sbagliato? Degustibus certamente ma è anche vero che le cose andrebbero ragionate con un minimo equilibrio e ragionevolezza, ci andreste mai nel campo con una Ferrari F40?...

Nelle trombe e nei bocchini potrei, per mia esperienza almeno, copiare ed incollare quanto scritto.
Il discorso di spendere e spandere a caso e continuamente rischia oltretutto di fare del mezzo (l'equipaggiamento) il fine (la musica)
L'equipaggiamento costoso non farà di noi trombettisti o musicisti top.

Andrebbe quindi cercato l'equipaggiamento "adatto" a noi, al genere che suoniamo e poi dovremmo spendere per metodi, libri, lezioni, cd e concerti, allora si che uno ha più possibilità di crescere.

Su tutto questo discorso mi si potrebbe dire che ho tralasciato il lato "acquisto emotivo", lo so, esiste ed ha il suo peso (e anche le aziende lo sanno...) ma io non pagherei mai un bocchino oltre 20 volte il prezzo della concorrenza più bassa sul mercato e torniamo alle fasce di cui in Hi Fi.

Mi sento di dire infine, che nel nostro ambito, dovremmo seguire alcune sane regolette: verificare chi è il marchio e tutto quello che il marchio offre post vendita, valutare onestamente il ns livello, il genere che prevalentemente suoniamo  e infine, una volta scelto il marchio che magari ha, supponiamo 10 modelli di trombe, fare della prove rigorosamente cieche si da non essere influenzati da cose emotive o dal costo (costa di più quindi suona meglio sicuramente!...) E fare le stesse prove in giornate diverse, non decidendo invece con una prova di un pomeriggio perchè il giorno dopo, noi siamo certamente diversi e magari l'impressione potrebbe cambiare, darsi tempo insomma per fare più prove in più giorni. La fretta è sempre negativa.
Considerazione forse sopraffina ma vera è anche in quale contesto solitamente suoniamo (jazz, funk, pop, sinfonico) e anche con chi (duo, trio, big band etc) è fondamentale perchè la stessa tromba può andare da Dio in un contesto e male in altri...

Occhio e testa sulle spalle, sempre.

Buona musica


 
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toro
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Re: Il valore è relativo (?)

11/01/2019, 12:34

Quello delle sane regolette da seguire è un ragionamento sensato,se non fosse per i diversi bisogni che ogni individuo tende a soddisfare....come tu ben sai ne esistono di primari,secondari,individuali,collettivi ,pubblici e privati e le loro caratteristiche sono soggettive,variabili ,comparabili,risorgenti ,illimitate,quindi il condizionale”dovremmo seguire..”hai fatto bene a metterlo.
Il paradosso”quello ha la tromba da diecimila euro,quindi suona per forza bene”non è che in pochi lo pensano.....l’apparire a volte soddisfa un bisogno,superiore alla capacita’,in questo caso,del saper suonare....e dico purtroppo,soprattutto dopo aver potuto apprezzare anche quest’anno a new Orleans bambini di strada suonare con dei catorci in maniera sublime che noi “amanti”della tromba neanche ci avviciniamo con trombe da 3/4/5/10......ecc.mila euro.
L’unica regola valida  ,che ho potuto constatare in economia in tanti anni di dedizione, che si ripete in eterno,è che un bisogno ,seguito da un acquisto,non ha regole generali   per essere soddisfatto.


 
stefano bartoli
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Re: Il valore è relativo (?)

11/01/2019, 17:48

Concordo appieno Toro e d'altra parte siamo esseri imperfetti, fallaci, io per primo.


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