Moderatore: Michele Lupi

 
Navarro
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Vintage vs moderno

27/12/2016, 15:30

Non ho mai avuto fino ad ora l'opportunità di provare una tromba vintage, suono da parecchi anni una Bach 37 reverse, precedentemente ho posseduto altri modelli ma sempre di produzioni correnti. La domanda che volevo porre a chi è più esperto di me sull'argomento è la seguente: possono esserci problemi a suonare una tromba vintage in contesti moderni? Le sonorità prodotte da questi strumenti si possono amalgare agevolmente in sezioni composte da strumenti contemporanei, tipo le attuali Bach o Yamaha, per intenderci? O piuttosto sono strumenti che possono ancora suonare magnificamente ma solo in parti solistiche o in piccoli gruppi?

Quando parlo di trombe vintage mi riferisco ad esempio alle Constellation o alle Olds di produzione '50-'60, strumenti che godono tuttora di una grandissima reputazione ma mi chiedo quanto sia fascino d'epoca e quanto invece queste trombe, vuoi per le caratteristiche di partenza, vuoi per i 50-60 anni di vita sulle spalle, possano competere con i migliori modelli ora in commercio.


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Michele Lupi
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Re: Vintage vs moderno

27/12/2016, 23:10

Ciao Navarro, proverò a risponderti io per quello che so ( in attesa di qualcuno più esperto). Secondo me la maggior parte dei vintage poco si amalgamano con le trombe moderne e in contesti tipo orchestre ( special modo quelle classiche). Diversità di assemblamento, di materiali, di precisione e costanza produttiva. Ma poi c'è chi suona in big band con Holton o Benge di 40 anni fa e suonano da Dio....
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paolojazz
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Re: Vintage vs moderno

28/12/2016, 19:35

Mai suonato una vintage di qualità, mi è capitato solo vecchiume tra le mani  :mrgreen: .
Io penso che comunque nel nuovo c'è un valore aggiunto dato dalla ricerca tecnica e costruttiva, che si traduce anche in minore fatica e maggiore affidabilità e che potrebbe far preferire il nuovo in contesti classici professionali in cui ogni nota deve essere pulita, perfetta e intonata anche se devi fare un pianissimissimo ogni 20 minuti o suonare 3 ore di fila senza cedere alla fatica.
In contesti jazz, gruppi o big band, invece, credo ci sia più libertà di scelta (a parte forse per chi fa lead), poiché si può gestire meglio la fatica, costruendo, ad esempio, gli assoli in base alla propria stanchezza, ma anche perché, effettivamente, non è necessario che tutti gli attacchi siano perfetti (che non vuol dire che debbano però fare schifo :mrgreen: )


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stefano bartoli
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Re: Vintage vs moderno

28/12/2016, 22:44

Condivido in gran parte le opinioni di Paolo ma mi permetto di dissentire su un punto.

Il mestiere della tromba classica è durissimo, intonazione feroce, timbro perfetto, lettura pure, aspettare 50 battute e poi sparare sicuri un acuto perfetto, magari nel silenzio dell'orchestra, suonare esattamente come ti viene chiesto, insomma, un vero casino.

Il mestiere del jazzista (solista) non è da meno, suonare il tema, suonare vari chorus di solo "almeno decenti" non prdersi sulla struttura e riattaccare il tema nal punto esatto ( e su certa roba è un casino terribile...) essere sempre la front line (la prova del fuoco, il trio basso tromba batteria) cioè tutti guardano e ascoltano te, non sei "mischiato" nell'orchestra e ogni minima indecisione diventa evidente come un tir in soggiorno. In fine, suonare una ora e mezza e a volte molto di più, senza nessuno che ti salvi il culo o ti dia in "cambio".

termino aggiungendo che qualche nota la puoi cambiare se sei in grado di fare "meglio" di chi il tema l'ha scritto, qualche solo te lo puoi aggiustare stando nella ottava bassa se sei lesso ma il pubblico non è sempre incolto e cmq sia non puoi volare sempre basso, il tutto perde drive e interesse e sei sputtanato in altra maniera.

Dalle Alpi al Manzanarre, financo il liscio (stile fiati Romagnoli) la musica è TUTTA difficile se fatta bene.

La prova delle prove è registrarsi e riascoltarsi e allora si potrebbe scoprire che talvolta abbiamo difetti anche su fra martino campanaro, garantito al limone.


 
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Re: Vintage vs moderno

28/12/2016, 23:52

Salve a tutti, credo che il discorso sul vintage sia leggermente più complesso. Il nostro strumento sembra sia stato canonizzato quanto a struttura agli inizi del secolo scorso. Le trombe Besson rappresentano infatti l'archetipo a cui tutti nel tempo si sono rifatti e che tutti hanno copiato, per alcuni, almeno a detta dei forums Americani rappresentano i migliori strumenti mai realizzati. Insomma il nostro strumento non è una scoperta o un invenzione recente, e anzi direi che è molto difficile inventare qualcosa sulla tromba, si può migliorare avere e cercare un assetto diverso, ma non esistono rivoluzioni copernicano, lo strumento rimane quel che è è lo è appunto da più di un secolo. Ciò detto mentre nel mondo dei sassofonisti si assiste spesso alla ricerca spasmodica dello strumento vintage nel mondo delle trombe ciò non accade e a mio personale modo di vedere per due ordini di problematiche. La prima è inerente al fatto che gli strumenti che molto hanno suonato, intendo le trombe ovviamente, sono portate a enfatizzare gli armonici nel registro inferiore, perdendo viceversa di consistenza negli armonici del registro superiore, insomma perdono naturalmente di brillantezza, per avere un suono più pieno e se si vuole più cupo in basso, ciò in certi contesti può rappresentare un problema. La seconda problematica che è legata alla modalità di emissione sonora della tromba è che se lo strumento è stato suonato fuori centro, ovvero senza centrare le note, ciò si avverte, insomma la tromba è un po' come un paio di scarpe, prendono l'impronta di chi le suona, con tutte le conseguenze e le incognite del caso. Ciò detto se trovi però uno strumento vintage in ottime condizioni, quanto meno per fare il solista ti offrirà delle possibilità timbriche che nessun strumento moderno è in grado di darti. Questo il mio sommesso parere.


 
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paolojazz
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Re: Vintage vs moderno

29/12/2016, 0:27

stefano bartoli ha scritto:
Dalle Alpi al Manzanarre, financo il liscio (stile fiati Romagnoli) la musica è TUTTA difficile se fatta bene.

Certo, d'accordissimo con te, Stefano, mi scuso se ti è parso che stessi minimizzando il lavoro del jazzista.
Ovvio che reputo difficilissimi entrambi i mestieri, e io non faccio bene né l'uno né l'altro :( suonando più che altro per hobby, però la mia personalissima visione mi porta a "temere" di più il lavoro nella classica.
Volendo banalizzare il concetto (perdonami Stefano): una stecca durante un solo nella classica è più sputtanante di un una stecca su un solo improvvisato, cioè secondo me l'ascoltatore medio tende a perdonare più facilmente l'improvvisatore che l'esecutore classico. 
Miles diceva che non esistono note sbagliate, Joe Pass diceva che se sbagli una nota mentre improvvisi, puoi correggerla con ciò che suoni dopo. Ma è ovvio che bisogna sapere come gestire questa cosa, e questo non è assolutissimamente banale.


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Re: Vintage vs moderno

03/12/2017, 23:58

se posso dire la mia ..seppur suono da soli 7 anni (ma lo stesso un pò me ne intendo).
avevo una conn coprion bell 2b pro del 37 presa da uno del forum. campana piccola in rame e pistoni con sugheri e molle inferiori.
poi ho cambiato e cambiato ancora ..e provato tante, costose e non. beh, emissioni, facilità, macchine incredibili (ho una carol brass super) ed ho fatto alcuni passi in su grazie a questi fattori. ma il suono di quella conn non l ho più sentito! davvero, checchè se ne dica.(e l ho fatta suonare da trombettisti bravi, non come me)
l ho cambiata e venduta perchè era pesante, ottone di una volta. non per il peso ovviamente, ma perchè mi era dura da suonare avendo iniziato da poco.
ma se avessi soldi..prenderei una immediatamente ora, anche se, meglio tardi che mai, ho capito che non è la tromba che fa il trombettista bravo, ma lui stesso che lo diventa (ho amici professionisti e professori di jazz che suonano dei "cartoni" da pochi euro da Dio).
in sintesi, se fossi davvero bravo non avrei dubbi: vintage! (avrei dei dubbi però sulla classica, le vintage le lascerei stare)
grazie


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