Moderatore: Michele Lupi

 
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Re: Ai puristi non piacerà....

22/07/2020, 14:50

Alak ha scritto:
Ciao a tutti.
Mi sento abbastanza controcorrente ;)
Si parla sempre del passato..
È logico che di Coltrane e di Armstrong ce ne sono uno ogni 50 anni.
Certo, chi cambia la storia è del passato, perché storia vuol dire appunto passato; ma la storia si cambia anche nel presente.
In generale non credo nel "prima erano meglio", anzi penso che ci sono artisti che meritano quanto quelli passati, e che cambiano appunto la storia anche al giorno d'oggi..
Mi sento fortunato, perché ci sono artisti meno citati, nei libri di storia appunto, ma che a me fanno emozionare.. aldilà del discorso che c'era all'inizio sul dualismo (che secondo me non esiste in realtà) tra tecnica, virtuosismo ed espressività e poesia..
Sarà anche perché tutto questo lo sento come parte del mio lavoro..

Penso che la ricerca dell equilibrio sia alla base di molti mestieri. Parlo per ciò che meglio conosco, cioè l'architettura. Non credo che ci sia del dualismo a priori ma a posteriori si. Ci sono opere inarrivabili e irripetibili tipo il Pantheon a Roma, o il padiglione di Mies a Barcellona, opere perfette. Poi ci sono tentativi di stupire con ingegno e tecnica, di sperimentare forme differenti, Zaha Adid o Frank Ghery lo fanno continuamente; ma quando l'architettura perde il senso del buon costruito e dell'utilità per diventare virtuosismo tecnologico e formale, perde parte della sua anima e forse anche del suo essere esatto come risposta alla qualità dello spazio in cui tutti viviamo. Poi ti siedi in mezzo alla piazza di Pienza e ti rendi conto che quello spazio è semplice e perfetto.
La mia digressione era per dire che a livello personale, in questa fase della mia vita, preferisco l'emozione data dall'equilibrio più che quello dato dalla tecnica. Senza nulla togliere alle indubbie capacità di chi sta lavorando/creando. 


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Re: Ai puristi non piacerà....

22/07/2020, 19:41

Patrizio ha scritto:
Alak ha scritto:
stefano bartoli ha scritto:
La questione "virtuosismo" viene per mia esperienza, talvolta travisata o vista solo in una certa direzione.
Ci sono stati alcuni virtuosi della tecnica che hanno anche avuto una poetica rara, i Maurice Andrè, i Woody Shaw, i Dizzy, i Morgan, gli Hubbard ma non sono molti. Tecnica estrema e cuore nello stesso musicista, un binomio che tutti noi forse sogniamo ma appannaggio di pochissimi esseri umani


sí, infatti sono d'accordissimo, la tecnica non è solo velocità, e non è sicuramente l'unico parametro.. anche per esempio improvvisare (più che eseguire) su un tema veloce non è cosa da tutti; ma mi riferivo al fatto di demonizzare la tecnica perché a volte si pensa che la poesia sia slegata per forza, invece non è assolutamente così.. la tecnica è proprio al servizio dell'espressività..

Non sono per esempio amante dei lead trumpeter puri, perché piegano la musica per impressionare.. non lo è sicuramente Sandoval con un buon fraseggio e un'energia ed una musicalità fantastica, ma non mi piace la musica di jon faddis per esempio..
distinguo il trombettista dalla sua musica..

Su Adam Rapa: sicuramente non eseguirei la Carmen in quel modo.. è una parodia, ma pottebbe anche piacere..
 

Secondo me più che una parodia è un'interpretazione direi giocoso-scherzosa. Il personaggio di Carmen si presta e d'altronde anche la Callas lo è, nei modi e nelle espressioni, senza ovviamente voler fare confronti.


Assolutamente si. Giocosa e fantastica, per tecnica e interpretazione. Nulla da dire darei un occhio per suonare come lui. così come è giocoso il concerto di capodanno, e se mi capita lo guardo volentieri. Se si parla di emozioni però...


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