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stefano bartoli
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Questione insegnante

20/04/2017, 15:13

Vedo spesso allievi che esaltati vanno a lezione da "grandi" o a loro master class.

L'argomento è a parer mio più complessa e provo ad elencare alcuni punti che io ritengo meritevoli di riflessione:

Per quale motivo quella persona insegna, passione? Soddisfazione nel veder crescere l'allievo? Mancanza di concerti (motivo economico)
Un "grande" è automaticamente un insegnante capace (e motivato?)
Un insegnante è in grado di seguire tutti? (avanzati, principianti, aspiranti professionisti, hobbysti)
Come si valuta un insegnante (se si ritiene di essere in grado di esprimere un giudizio fondato)

Io ad esempio, come molti colleghi, non ho concerti fitti come le mosche, in questi ultimi 10/15 anni la situazione si è fatta abbastanza drammatica, a meno che uno non consideri una data un concerto pagato 30 euro, non è il mio caso. Per questo insegnare mi aiuta a sbarcare il lunario ma devo sottolineare (chi studia con me può se vuole esprimersi) che l'insegnamento per me è al pari del comporre e del suonare, mi da le stesse soddisfazioni e quando l'allievo ti suoera è bellissimo, hai fatto bene il tuo lavoro probabilmente.

Ho conosciuto insegnanti di "provincia" gente non "nota" che insegnavano molto bene e con una grande passione, come succede a me  senza guardare l'orologio ma la lezione è finita quando è finita.

Parimenti ho visto master class tenute da nomi osannati, davvero deludenti, talvolta al pari di una lezione base per semi neofiti ma dal costo di una cena per due in un ristorante di lusso.

Personalmente ad esempio ho la preferenza a far lezione ad allievi "avanzati" soprattutto se devo fare teoria, armonia, tecnica improvvisazione e cose simili. Stare a spiegare che il pentagramma ha 5 righe certo non mi esalta ma mi annoia mortalmente, perciò tendo ad accettare principalmente allievi evoluti e che vogliano davvero studiare.

E' molto difficile insegnare, per me più che suonare, hai davanti una persona che conosci poco (almeno all'inizio) non sai cosa gli "succede nella bocca..."
Non sai quanto è motivato dentro, in fine puoi aiutarlo a tirare fuori il suo talento, la sua creatività ma puoi anche facilmente rovinarlo con valutazioni sbagliate.

Io ho avuto 5 insegnanti "stabili" oltre a quelli di armonia etc.

Tutta gente di alto livello nel jazz e nel classico. Uno di questi era un trombonista del Maggio Musicale di Firenze, mi preparò privatamente per gli esami del 5° anno. Vado li e la commissione mi dice dopo avermi fatto suonare vari passi del Kopprach e del Fuss "Ma scusi, lei con questa pronuncia per caso suona jazz ed è venuto quì a sfottere?!!!"

Noi la possiamo bocciare o rimandare a settembre, faccia lei.

Tornai a casa mortificato, per le ore infinite che avevo passato a studiare, perchè già facevo la professione e questa era una sconfitta umana e professionale.

Passarono settimane nelle quali non riuscii più a suonare, poi feci la mia scelta, abbracciai il jazz che in fondo era la cosa che veramente amavo e dalla quale venivo.

Ma fu un periodo terribile, avendo già tre figli e una famiglia da mantenere, aver investito giornate intere a studiare quelle cose ed aver rinunciato a molte date per questo...insomma una cosa triste.

Il trombonista mi preparò per due anni senza mai dirmi "Guarda Stefano che la tua pronuncia non va bene per gli esami in conservatorio" Eppure lo conosco ed è davvero una brava persona.

In seguito, molti anni dopo, Marco Nesi mi chiede di tenere una piccola master class sulla musica di Mingus e sul blues al conservatorio mascagni di Livorno, nella sua classe di ottoni.

Accetto con entusiasmo ma trovo dei ragazzi che pur con una grande voglia di imparare erano anche "schiacciati" da un ambiente tendenzialmente conservatore, impauriti, incerti, timorosi persino nel fare domande ed alcuni avevano un grande talento che emergeva prepotente ma parevano impiegati di banca con la tromba in mano.

Tutto questo per dire che la scelta e la valutazione di un insegnante sono cosa parecchio seria, una cosa che potrebbe contribuire a cambiare la vostra vita, in bene o in male.

Io penso che la scelta vada fatta come si fa per l'avvocato, non  si cerca in rete, non si cerca sulle pagine gialle, non si sceglie perchè "famoso" o perchè suona da dio ma piuttosto, come per l'avvocato, appunto, si chiede tra colleghi in giro e poi si valutano i vari giudizi.

Considerate in fine che insegnare cose "avanti" e complesse come timing, fraseggio, improvvisazione, pronuncia (in tutti i generi) si va ad insegnare qualcosa che sui libri non c'è ma è frutto dell'esperienza e della visione "personale" di quell'insegnante. 
Insegnare queste cose non è scartabellare pagine di esercizi (pur delicate e complesse) ma di aver voglia e capacità di raccontare cose personali, frutto spesso di anni di fatiche e ricerche.

Quindi il terreno si fa ancora più scivoloso e rischioso.


Massima prudenza quindi. l'insegnante conta molto ma molto di più del buon bocchino o della buona tromba...


Io la vedo così.


 
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Michele Lupi
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Re: Questione insegnante

20/04/2017, 19:04

Caro Stefano non posso che approvare quanto scrivi e se mi permetti, dal basso della mia inesperienza consiglierei a tutti di capire che musica si vuole fare ed a quale livello.
Parlando per me ovviamente, farei ammalare di nervi un insegnante del calibro di Stefano.
Suono, quando posso per hobby e la cosa che mi fa più divertire è un insegnante "leggero" con cui magari suonare insieme "tanti auguri a te". Lo so è deprimente, per chi vive di musica. Ma io, nonostante la passione e nonostante avrei fatto volentieri anche la professione che ho riposto le velleità musicali, mi accontento di farmi accarezzare dalla musica anche superficialmente, è un mio limite.
Michele


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pasquale
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Re: Questione insegnante

20/04/2017, 19:15

Io credo che l'insegnante lo si scelga (o lo si incontri) per diversi motivi. Uno dei quali è, ahimé, anche la presenza in zona. Inoltre ci vogliono mesi o anni per capire di cosa si ha bisogno, all'inizio ci si deve affidare comunque e la scelta non sempre è felice.

Nel mio caso venivo dal pianoforte e suonavo da quando ero ragazzino, con il mio bel diplomino di solfeggio e una infarinatura di armonia, avendo esplorato anche un po' il jazz che sto cercando di suonare anche sulla tromba.
Ascolto musica da sempre e di tutti i  generi, anche se non sono un cultore, e da giovane ho militato anche in piccole formazioni pop-rock alla tastiera.
Non sono nessuno e nemmeno talentuoso, ma un minimo di esperienza, adesso che ho 50 anni "suonati" e un po' di lezioni già alle spalle credo di averla, immagino di sapere di cosa ho bisogno sulla tromba e cercavo qualcuno che potesse soddisfare le mie esigenze. Ma quando sei principiante non sai proprio a chi rivolgerti.

Ne ho cambiati 4.
Il primo è durato pochi mesi perché ho interrotto volontariamente per molti anni. All'epoca ci capivo poco o niente e non posso formulare un giudizio. L'abbandono è avvenuto quindi per mia responsabilità. Non era niente di che, ma suonava benino, anche in giro per locali, ed era una persona molto disponibile. Adesso si è trasferito in un'altra regione.

Il secondo l'ho abbandonato per scelta. Me ne aveva parlato un mio conoscente che andava da lui (questa cosa non era assolutamente una garanzia :) ).
Anche lui aveva una discreta reputazione nell'ambiente, ma faceva lezione con l'orologio alla mano (1 h precisa), concentrava gli allievi in un unico giorno e se tardavi 5 minuti li perdevi, perché dopo di te c'era già l'altro che magari si era anticipato e attendeva il suo turno. Un ansia terribile e si finiva sempre la lezione in agitazione. Aggiungo che pretendeva di prendere subito l'appuntamento successivo con cadenza settimanale e la cosa non mi garbava affatto. Insomma non mi sentivo a mio agio. All'epoca non sapevo se fosse un bravo insegnante oppure no, ma come esecutore ultimamente l'ho ascoltato e devo dire che suona abbastanza male. Credo di aver fatto bene.

Il terzo era americano, conosciuto per caso ma musicista "abbastanza" di professione. Una conoscenza approfondita dell'armonia e un bravo musicista ma nelle sue lezioni non c'era spazio per la tecnica. Qualche consiglio e poche verifiche su mio avanzamento. Cominciava a riempirmi la testa di concetti avanzati sull'armonia e sull'improvvisazione che facevo fatica a seguire e soprattutto (una volta tornato a casa) a suonare, non avendo il bagaglio tecnico adeguato. Mi sentivo quindi frustrato non potendo applicare in pratica le sue teorie. Niente orologio alla mano, massima disponibilità, prezzo onesto e... a 5 minuti da casa mia! Ci tornerò non appena mi sentirò più ferrato tecnicamente perchè sull'armonia jazz sapeva il fatto suo.

L'ultimo è un vero professionista. Concertista classico con 30 anni di esperienza in orchestra, un suono pauroso e una tecnica di altissimo livello. Ottimo ed appassionato didatta con una reputazione di pari livello. Alcuni musicisti suoi allievi infatti sono risultati vincitori in diversi concorsi. Trovato spulciando nei forum, abita un po' lontanuccio però ne vale la pena. Lezioni abbastanza costose ma che vanno anche oltre le 2 h, paziente, tenace e sa bene quello che serve.
Ecco, con lui mi trovo molto bene (a parte per il compenso che mi costringe a diradare le lezioni) e sta cercando di farmi costruire un bel suono, migliorare l'estensione e così via. Direi che ho quasi dovuto ricominciare da capo ma credo di aver fatto la scelta giusta. Finalmente ho visto la luce in fondo al tu...bo :). Difficoltà tante ma nessuna frustrazione perché mi sta accompagnando molto gradualmente nel mio percorso senza pretendere rapidi avanzamenti. E poi quando mi chiese qual era il mio obiettivo gli risposi: "essere in grado di studiare jazz, trascrivere gli assoli e suonare". Dopodiché abbiamo iniziato e mi trovo d'accordo con lui: il bel suono è la prima cosa. Il resto magari verrà ma senza questa base significa precludersi ogni possibilità di suonare in maniera decente, fosse solo per diletto.
Intanto continuo a suonicchiare jazz....

Non so nemmeno io perché ho scritto tutta 'sta storia, ma a questo punto è un peccato cancellarla...
Ultima modifica di pasquale il 21/04/2017, 10:16, modificato 1 volta in totale.


 
stefano bartoli
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Re: Questione insegnante

20/04/2017, 22:06

"Non so nemmeno io perchè ho scritto questa storia" Beh Pasquale a me ha fatto piacere leggerla e penso a molti altri.

In fondo senza questo tipo di post che forum sarebbe?...


Grazie del contributo sincero e schietto.


 

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Re: Questione insegnante

06/06/2017, 11:47

Purtroppo per insegnare ci devi essere portato, è una professione esattamente come le altre. Il miglior insegnante mai avuto è stato il mio professore di musica delle medie. Eppure insegnava il flauto dolce. Della mia classe grazie a lui ne sono usciti due attuali professionisti di alto livello. Tutti, dico tutti, dopo tre anni sapevamo suonare pezzi di classica con il flauto dolce, anche chi della musica importava il giusto. Ce ne fossero ancora di insegnanti così....


 
stefano bartoli
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Re: Questione insegnante

06/06/2017, 17:31

Concordo con Polis, putroppo invece, per varie vicissitudini, molti insegnano per arrotondare e/o sopperire alla mancanza di date.

Ma si ha in mano la vita degli altri insegnando, indirizzando...


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