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stefano bartoli
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Nani e giganti

25/06/2017, 19:49

Quando insisto nel dire che oggi di genii veri ce ne son pochi, che chi ci ha preceduto (a partire da Bach) ha già scavato tutto in maniera feroce, so di avere ragione.
Per questo mi arrabbio con chi usa aggettivi superlativi come acqua fresca.

Non mi riferisco ne a Parker, ne Coltrane, ne Monk, ne Ellington etc. ma ad un pianista sconosciuto ai più, George Russell, il quale mise a punto un sistema particolare che poi ritroviamo oltre che nei suoi (pochi) dischi, anche in opere a noi molto più note.

Vi linko uno studio che passando da Epitaph (la più grande opera di Mingus) attraversa con l'analisi, questo sistema messo a punto da Russell.

E' materiale molto molto molto complesso ma vale cmq la pena sapere dove può arrivare la musica, per chi riuscirà a superare le prime pagine e andare oltre.

Il sottoscritto ben chè abbia passato gran parte del suo tempo a studiare, di fronte ad una simile analisi, si sente inevitabilmente un nano della musica...

Eccolo:http://www.gatm.it/analiticaojs/index.php/analitica/article/view/161/138


 
stefano bartoli
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Re: Nani e giganti

25/06/2017, 23:11

Che dire...


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