Commenti al post Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Discutiamo qui di tutte le questioni più "tecniche" riguardanti meccanica e principi di funzionamento della tromba

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Re: Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Messaggioda stefano bartoli » 24/04/2021, 23:35

Personalmente penso che sia un terreno, quello della tromba, assolutamente incerto, Più popolato da incertezze e compromessi piuttosto che da certezze. Un po per il sistema temperato, un po perchè alla fine è un tubo una parte del quale manufatta ed un po per il motore sempre diverso, il trombettista.
Penso che le aziende storiche e le più avvedute e dotate di conoscenza/esperienza, tendano raramente ad accampare certezze granitiche.
Sta di fatto che nessuno è riuscito nei decenni, a risolvere definitivamente certe beghe di cui sopra e credo che nessuno vi riuscirà mai, proprio per la natura stessa delle questioni dibattute.
Rimane uno strumento intonabile, non sarà mai uno strumento "intonato" quello è un lavoro che alla fine spetta al trombettista.
In mano ai giganti, ai fuoriclasse, la maggior parte delle trombe danno gli stessi risultati o molto simili, carta canta, migliaia di video e di live lo dimostrano.
Personalmente cerco altro in uno strumento: ergonomia, peso, prezzo, assistenza, qualità dei materiali e del lavoro, estetica semplice pulita essenziale e se dietro c'è una storia aziendale, preferisco.
Se poi trovo lo strumento che mi facilita nel farlo suonare intonato e col timbro che voglio tirarci fuori, meglio ma so che quei due fattori dipendono maggiormente da me e se queste due cose non escono bene, so che sono io che prima di tutto devo migliorare, lo strumento viene molto molto dopo e a volte non ne ha nessuna colpa.



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Re: Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Messaggioda Marco Muttinelli » 25/04/2021, 0:42

Caro Stefano,
al di là delle proprie esperienze personali (che sono comunque sacrosante proprio per la loro stessa essenza) ritengo che quest'opera possa essere utile a moltissimi, dal momento che affronta tematiche dibattute a livelli più o meno approfonditi, da categorie molto eterogenee. Lo fa con il punto di vista di un costruttore che, sicuramente, sapeva ciò di cui pubblicava non fosse altro perché già nei primi anni '50 aveva venduto più di un milione di strumenti e non si sarebbe mai sognato di pubblicare cose non veritiere. Penso che questo materiale possa veramente essere di aiuto e riflessione per tutto il mondo che ruota attorno al nostro strumento, a cominciare dai produttori fino ad arrivare ai fruitori finali che avranno maggiore consapevolezza delle problematiche intrinseche del nostro strumento. Voglio solo evidenziare una frase, secondo me particolarmente emblematica, contenuta in questa pubblicazione che trovo estremamente pregnante: "When you correct one fault, it’s ten to one you create a new fault somewhere else – or maybe two or three new faults!". Magari potrà essere passata inosservata ma mi ricorda tanto l'ammonimento di mio padre quando cominciai ad occuparmi della professione: "Marco, quando cambi il senso di apertura di una porta ricordati che stai cambiando un intero progetto, non solo una porta. Quindi vai a riverificare sempre il tutto perché quel semplice dettaglio può inficiare un progetto altrimenti eccellente".


C.G. Conn Tp: 22B New York Symphony Special 1940; 6B Victor 1968
Mp: C.G. Conn Connstellation 7BN e Precision 4; Bach 5C Stefanopranizzato e 2C Megatone

Fl: Couesnon Monopole ?
Mp: Denis Wick 4FL

Past C.G. Conn Tp: 12B Coprion 1953; 10B Victor 1960; 8B Artist 1964; 38B Connstellation 1968

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Re: Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Messaggioda Marco Muttinelli » 25/04/2021, 1:01

Aggiungo un ulteriore elemento sui cui riflettere sempre citando la pubblicazione: "How we compromise this flat 5th mode is largely the story of good or bad cup mouthpiece instruments."
che poi sarà meglio esplicatata quando avrò modo di aggiungere la parte seguente dello studio.


C.G. Conn Tp: 22B New York Symphony Special 1940; 6B Victor 1968
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Commenti al post Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Messaggioda Capo_oro » 25/04/2021, 11:02

Ho spostato qui i commenti al post in oggetto in modo da permettere a Marco di terminare l'intervento


Vecchio suonatore in erba.
Strumenti:
Conn: 12B Coprion '53; 22B Victor '57
YTR 634 1975; Eastar etr330 Pocket
Mp:
Gewa 3c e Shilke16b4 pranizzati da Stefano (le piuma di Dumbo)
Conn4 imp.precision;
Posseduti: ytr1320s; ytr4335g; 18B Director '55


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Messaggioda stefano bartoli » 25/04/2021, 13:10

Inoltre...

phpBB [video]



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Re: Commenti al post Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Messaggioda Marco Muttinelli » 25/04/2021, 14:04

stefano bartoli ha scritto:Inoltre...


Premetto due cose, e tra l'altro andrò a ricercare perché sul tema 432 avevo già espresso diverso tempo fa delle considerazioni importanti.
1) Sono assolutamente favorevole alla accordatura di La ai 432 Hz.
2) la mia non vuole essere una critica all'autore del video che ho apprezzato profondamente.
Bisogna però rimettere ordine ad un equivoco di fondo. In antichità si usavano sistemi di misura sessagesimali, per cui il numero di riferimento sul quale calcolare è il 6 anziché l'8 che è comunque legato anche esso al sistema sessagesimale essendo né più né meno che la cellula fondamentale (il 6) più un terzo della stessa ( il 2).
In sostanza il sistema ottale non è altro che un sotto sistema di quello sessagesimale utilizzato per semplificare alcune casistiche particolari. Partendo quindi dalle parole dell'autore 432/6=72...
Per chi avesse voglia di divertirsi può anche provare a dividere 108 per 6 ma anche provare le infinite combinazioni consentite da questo straordinario sistema che é tutt'ora alla base della misura del tempo e degli spostamenti celesti, nonché utilizzato ancora nei paesi anglosassoni al posto del nostro sistema decimale.
Il rapporto tra sistema sessagesimale e ottale è chiaramente visibile anche nelle architetture sacre di tutti i tempi e delle diverse tradizioni rappresentate con l'esagono e l'ottagono.


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Re: Commenti al post Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Messaggioda Marco Muttinelli » 25/04/2021, 14:33

trovato....:
viewtopic.php?f=2&t=1335&p=6385&hilit=432+hz#p6385

Marco Muttinelli ha scritto:Al di la dell'articolo che trova il tempo che trova ci sono aspetti interessanti sulle due accordature, che fanno parte di diversi sistemi di misurazione.
In antichità i sistemi di misurazione erano su base sessagesimale e/o duodecimale (le due cose sono correlate) di cui 432 è un prodotto perfetto (12x36 o in altre parole 12x3x12). Tali sistemi erano per lo più legati alle dimensioni naturali dell'uomo e del mondo (ad esempio pollice, spanna=9 pollici, piede=12 pollici, iarda=36 pollici, braccio=72 pollici etc.) Il sistema di misurazione moderno (S.I.) è a base decimale e chiaramente 432/10 fornisce un risultato imperfetto 43,2 mentre 440/10 fornisce il risultato perfetto di 44 che è sicuramente base più comoda. Le differenze tra le due accordature esistono e sicuramente hanno delle ripercussioni a livello psicologico delle persone (quanto e quali non credo esista alcuno studio serio svolto in materia) ma non andrebbero bollate con la leggerezza con le quali le affronta Gaetano Nenna nella sua ricostruzione del perchè sia una bufala. Così come non potremo mai sostenere che le dimensioni delle piramidi sono sciocche perchè misurandole con il metro forniscono valori "strani" dal momento che la base loro è il cubito (sistema sessadecimale) e non il metro.


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Re: Commenti al post Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Messaggioda NERO » 25/04/2021, 16:55

Non sono un appassionato di numerologia.. andando a cercare sono tanti i numeri che si ripetono in natura.. però dal punto di vista musicale mi pare interessante.
phpBB [video]

Si dice che a 432 la musica sia più rilassante.. questo pezzo lo è, poi però penso a Beethoven e tentennò un po'... Sul rilassante intendo non sulla bellezza estrema delle sue sinfonie



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Re: Commenti al post Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Messaggioda Marco Muttinelli » 26/04/2021, 19:30

Tornando a bomba sull'articolo che, per quanto interessante, il discorso dei 432 Hz è OT e converrà semmai riprendere tale discorso nel post relativo.
Oggi pomeriggio ho pubblicato uno stralcio estremamente interessante sui motivi per cui anche le nostre amate trombe abbiano le pompe mobili. Non avevo mai ragionato in termini percentuali ma solo di lunghezza e per questo non capivo il motivo per cui alcune note risultino crescenti quando si usano il 1o e 2o, 1o e 3o, 1o e 2o e 3o. Così come non avevo mai compreso il motivo per cui la diteggiatura alternativa di 1o e 2o (solo 3o) risultasse più grave. D'altronde come sempre esiste una spiegazione a tutto, basta conoscerla : Bash : ecco che, allora ciò che pensiamo come "difetti" sono, invece, caratteristiche intrinseche dello strumento. In questo senso prende ancora maggior senso ciò che riportava Stefano in merito al fatto che la tromba sia uno strumento intonabile. Si tratta poi di capire quale strada percorrere per intonare lo strumento. Se ricorrere all'apertura delle pompe o ammorbidendo il labbro o entrambi. Credo che la musica classica richieda necessariamente l'apertura delle pompe, negli altri generi (soprattutto nel jazz) credo si riesca ad ottenere buoni risultati anche solo con il labbro.


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Re: Commenti al post Problemi pratici nella costruzione degli aerofoni

Messaggioda Marco Muttinelli » 29/04/2021, 13:19

Come ho avuto modo di scrivere in calce all'ultimo messaggio di oggi sul post principale con tale intervento si chiude la parte riguardante le problematiche intrinseche degli strumenti a pistoni o a coulisse.

Lo scriba MaMut prenderà un po' di pausa prima di affrontare la sezione riguardante le problematiche connesse agli strumenti ad ancia per cui....Stay Tuned! : book :

Nel caso doveste riscontrare errori di trascrizione rispetto all'originale linkato fatemeli sapere che provvederò alle correzioni necessarie. Ho cercato di porre particolare attenzione alla battitura ma come si sa tra correttori ortografici necessariamente disabilitati e spesso la mancanza di occhiali mentre trascrivevo qualcosa può essere scappato.

Trascrivere tutto è stato particolarmente istruttivo perché mi ha permesso di apprezzare pienamente i contenuti di questa pubblicazione. Scoprire "il perché" delle cose è sempre stato un chiodo fisso e da questi scritti ho capito molto di più di tutto ciò che avevo imparato/capito finora del funzionamento del nostro strumento.
Particolarmente illuminante ho trovato la parte relativa al V modo di vibrazione e quella alla lunghezza delle pompe, ma tutto il contenuto mi è sembrato particolarmente importante
.
Spero sinceramente che possa essere altrettanto utile ed interessante anche a voi tutti.


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