Up or slow

Metodi, scale, arpeggi, swing, tutto sulle tecniche di improvvisazione

Moderatori: Michele Lupi, Marco Muttinelli, stefano bartoli, Capo_oro

Avatar utente

Autore dell’argomento
stefano bartoli
Mod
Mod
Messaggi: 2719
Thanks ricevuti: 460

Up or slow

Messaggioda stefano bartoli » 07/06/2021, 15:10

Nel modo jazzistico di improvvisare vi si trovano molte vie, molti punti di vista, ovviamente il materiale sul quale si lavora è determinante: la ballad, il blues, lo standard, la bossa nova ed altri. Tutti mondi che hanno regole e progressioni armoniche spesso differenti perchè "tipiche"
Essendo cresciuto con Chet, il primo Rava e Harrell, ho pian piano sviluppato, chi sa quanto consciamente, una predilezione per le ballads ed in particolare i tempi medi. Succede che per molti, la musica sia terreno di confronto, di sfida e con se stessi e con gli altri.
In tanti si cimentano ad esempio con Giant steps spingendo il metronomo a velocità notevoli. Sappiamo che l'armonia di quel pezzo, è supeficialmente una sequenza di 2 5 ma se scaviamo vi troveremo molto molto altro.
Ma improvvisare su quella struttura, complessa per vari aspetti, a velocità suepr sonica, porta il musicista ad un comportamento principalmente teorico/tecnico. Io stesso quando la suono up, mi trovo a macinare frasi che principalmente puntano al corretto rapporto melodia/armonia e la cosa non mi piace. Va tutto bene, sei bravo ok ma cosa volevi dirci?
Lo scopo delle arti non è essere bravi, questo è requisito importante ma è solo strumento per essere creativi, per cercare di creare bellezza.

Per questo, brani come questo, se affrontati prima di tutto a velocità molto inferiori, ci permettono di poter pensare e costruire frasi "belle" che abbiano un capo ed una coda e non una accozzaglia di note, tutte giuste ma asettiche.
Non è infatti un caso che io prediliga molto composizioni come Estate di B. Martino, li una fortunata commistione tra le varie componenti: velocità, tipo di ritmo, tema e progressioni armoniche, mi permettono di poter fare davvero di tutto, di poter fare cose virtuose ma anche e soprattutto di creare linee belle e continuamente differenti, chorus dopo chorus.
Bisogna insomma stare attenti a non fare della musica ne un ring ne una palestra e a non suonare per forza cose che "La devo saper fare perchè se non fai Donna Lee a tremila non sei jazzista" E' una cagata pazzesca.
Studiare più possibile, studiare più cose possibili ma poi cercare la propria strada e svilupparla, al di la delle mode, al di la di cosa suonino gli altri.
La musica è una gara si ma con se stessi, con la propria sensibilità, con i propri limiti ed i propri pregi, tutto il resto è pollaio e schieramenti talebani dei quali l'arte se ne fotte.
I pezzi a tremila li hanno fatti decine di migliaia di musicisti, è una questione di esercizio, di studio e di pratica. La bellezza invece, la toccano in pochi ed è li la vera questione: creare bellezza.


Benvenuti nel disagio

Avatar utente

Capo_oro
Mod
Mod
Messaggi: 334
Thanks dati: 238
Thanks ricevuti: 47

Re: Up or slow

Messaggioda Capo_oro » 08/06/2021, 0:52

: Groupwave :
Grazie.


Vecchio suonatore in erba.
Strumenti:
BrassOn '18
Conn: 12B Coprion '53; 22B Victor '57
Eastar etr330 Pocket
Mp:Gewa 3c e Shilke16b4 pranizzati da Stefano (le piuma di Dumbo)
Conn4 imp.precision; Shires 1.5c
Posseduti: ytr1320s; ytr4335g; 18B Director '55; YTR 634 '75;


Torna a “TECNICHE DI IMPROVVISAZIONE”

Chi c’è in linea

Nessun utente e 2 ospiti