La trappola dell'automazione

Scegliere uno strumento.

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La trappola dell'automazione

Messaggioda stefano bartoli » 05/06/2021, 15:42

Il titolo è volutamente esagerato e provocatorio ma va detto che per molte menti, soprattutto quelle al di fuori di certi contesti, l'automazione rappresenta "La" soluzione moderna a certa produzione.
Partiamo da un assunto incontestabile, l'uomo può essere intelligente, la macchina no. L'uomo può intraprendere un'azione fuori dallo schema, la macchina no. L'uomo può facilmente fallare, la macchina molto meno.
Il mondo odierno è sempre più proiettato verso l'automazione, la robotizzazione e questo viene spesso visto un bene.
In realtà talvolta lo è, nel caso della serialità ma più spesso è legato a due fattori di per se devastanti a lungo termine: Il massimo profitto col minimo sforzo e la sempre più evidente scomparsa di certe eccellenze "manuali" artigiane.

Prendiamo una grande azienda che faccia trombe e imboccature. Estendere l'automazione a più fasi produttive dell'azienda, sarà in questo caso importante, perchè un'azienda, per essere davvero di grandi "dimensioni" deve per forza fare grandi numeri e vendere a target più estesi possibile e certamente un bocchino XXX deve essere sempre uguale, ovvio. Ne risulterà quindi una produzione tutta identica e la cosa è fondamentale anche per il trombettista che gira il mondo e che può aver bisogno di un ricambio identico all'originale anche a Timbuctù.

Ma queste trombe,queste imboccature, sono perfettamente cucite addosso a ciascun musicista? Sono affinate per quel determinato musicista? No, non possono esserlo, sono piuttosto un prodotto pur costruttivamente perfetto ma "medioso" cioè, adatto più o meno a tutti.
E quì possiamo citare ad esempio aziende come Yamaha, che hanno atelier in grado di "sistemare" lo strumento per quel determinato cliente. In questo caso non vi è più automazione, robottizzazione ma servono le qualità di un bravo artigiano. Conoscenza di certi principi base, conoscenza del prodotto, manualità al banco ed alla attrezzeria, occhio, interlocuzione col cliente ed esperienza, tanta ma davvero tanta.

Una volta il carrozziere ribatteva le lamiere, oggi, plastica o lamiera che sia, si sostituisce il pezzo e bon. Non entro nel merito risorse ambientali, materie prime ed inquinamento, è un discorso che non sono in grado di analizzare veramente.
Ma resta una verità di fondo, che formare un bravo artigiano, costa molto tempo e molti soldi ed è questa persona che può davvero mettere le mani sui nostri strumenti, può ritoccarti il bocchino a seconda di ciò che chiedi, o personalizzarti parti dello strumento e lo fa a mano con l'ausilio di macchine e utensili oggi considerati desueti, ridicoli addirittura.
Questo tipo di figura è sempre più rara, per questo un atelier è cosa preziosa, per la competenza le abilità e l'esperienza che vi si possono trovare.
L'uomo può sbagliare ed è meno preciso di una macchina, non c'è dubbio ma come già detto, l'uomo può pensare, valutare, decidere azioni fuori della regola, eccolo quà il valore insostituibile del bravo artigiano.
Non è infine un caso che molte aziende leader, anche nel nostro settore, con la scomparsa dei vecchi maestri del mestiere, si siano piegate al mercato dei numeri e dell'automazione scadendo pesantemente nel risultato finale del prodotto rendendo automatizzate fasi di lavorazione una volta manuali, sottoposte alla valutazione dell'artigiano.
L'uomo rimane al centro del pensare, ed in certe fasi, del fare, non c'è tecnologia che tenga, non c'è algoritmo che tenga.


Se vado due volte su un sito di ricambi auto, nei giorni successivi, l'algoritmo farà si che io venga ricoperto da pubblicità sull'argomento, anche se in realtà ci sono andato solo per curiosità e manco ho la patente...

Riflettiamo e comperiamo ragionando col cervello piuttosto che con l'intestino.


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Mirco
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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda Mirco » 05/06/2021, 18:51

Mi permetto di aggiungere una cosa, se il cnc è il nuovo mantra, va benissimo, peró il prezzo equo è quello di wish (6 / 7 euro) il resto è solo un costo immotivato e non mi si parli di ricerca progettazione ecc perché basta guardare un bocchino di 50 anni fa per capire quanto sviluppo è stato fatto. E basta guardare a parità di lavorazione, materiali innovazione quanto costa fare un pezzo di Ottone in un officina contoterzi simile, ma anche più complesso di un bocchino.....
Poi ovviamente ognuno è libero di pensarla come vuole




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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda ott » 05/06/2021, 19:01

" la sempre più evidente scomparsa di certe eccellenze "manuali" artigiane".

"Ma queste trombe,queste imboccature, sono perfettamente cucite addosso a ciascun musicista? Sono affinate per quel determinato musicista? No, non possono esserlo, sono piuttosto un prodotto pur costruttivamente perfetto ma "medioso" cioè, adatto più o meno a tutti."

"Ma resta una verità di fondo, che formare un bravo artigiano, costa molto tempo e molti soldi ed è questa persona che può davvero mettere le mani sui nostri strumenti, può ritoccarti il bocchino a seconda di ciò che chiedi, o personalizzarti parti dello strumento e lo fa a mano con l'ausilio di macchine e utensili oggi considerati desueti, ridicoli addirittura.
Questo tipo di figura è sempre più rara, per questo un atelier è cosa preziosa, per la competenza le abilità e l'esperienza che vi si possono trovare."

" eccolo quà il valore insostituibile del bravo artigiano."

Secondo me quelle scritte qui sopra sono parole sacrosante.
Ultima modifica di ott il 06/06/2021, 0:40, modificato 1 volta in totale.



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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda stefano bartoli » 05/06/2021, 21:37

Ragazzi, che vi devo dire, è ovvio che quoto quanto da voi scritto sull'argomento. Invecchiando si intravede il traguardo finale, e allora quella che per l'audiofilo incallito è la "cassa definitiva" arriva la vita, che maestra assoluta, insegna che l'unica vera cassa definitiva è quella da morto.
Per cui alla mia età ma io l'ho fatto fin da ragazzino per la verità, si tende a cercare più la sostanza che la fuffa.
Mi spiace che ci siano molte persone che spendano la vita ad inseguire illusioni e nuovi imbonitori, a cercare qualcosa che non può esistere, per la gioia dei furbi, ma tant'è.

Amen


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Igor
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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda Igor » 06/06/2021, 0:21

Mirco ha scritto:Mi permetto di aggiungere una cosa, se il cnc è il nuovo mantra, va benissimo, peró il prezzo equo è quello di wish (6 / 7 euro) il resto è solo un costo immotivato e non mi si parli di ricerca progettazione ecc perché basta guardare un bocchino di 50 anni fa per capire quanto sviluppo è stato fatto. E basta guardare a parità di lavorazione, materiali innovazione quanto costa fare un pezzo di Ottone in un officina contoterzi simile, ma anche più complesso di un bocchino.....
Poi ovviamente ognuno è libero di pensarla come vuole


Come ho sempre detto condivido al 100% il pensiero base di Stefano: bisogna studiare, studiare studiare, tutto il resto è fuffa.

Però devo anche spezzare una lancia a favore di chi produce i nostri strumenti, o, in questo caso, bocchini.
Quel che affermi Mirco, secondo me ha poco senso. Provo a spiegarne il motivo: il 100% dei bocchini al mondo oggi è prodotto tramite cnc.
Se io fossi un artigiano che si vuole mettere in gioco in questo settore, dovrei nell'ordine:
(1) Acquistare un tornio CNC professionale, costo sui 130.000 euro + l'attrezzaggio, che mi porta almeno sui 180.000 euro
(2) Imparare ad utilizzare un simile strumento, seguendo corsi, e soprattutto facendo un numero infinito di prove (leggasi quintali di metallo buttato al vento) e quindi investire un altro consistente gruzzoletto.
(3) Dopo di che dovrei disegnare i miei bocchini via cad (perché non è che si possono scaricare i file che definiscono geometricamente questi bocchini)
(4) Dovrei quindi studiare il processo di produzione, come sequenziare l'attrezzaggio del CNC, la velocità di rotazione etc. (altri esperimenti)
(5) Dovrei tener conto dei costi di manutenzione, rottura degli attrezzi, costi di magazzino, elettricità
(5) Dovrei poi trovare chi mi placca il bocchino (che a sua volta deve poter guadagnare su quel che gli commissiono)

Tutto questo mi porterebbe alla fine, dopo un investimento di, diciamo così, per stare leggeri, 250.000 euro ad essere nella posizione di produrre un bocchino.
Ora dovrei iniziare a sperimentare, cercare la mia strada, e qui andrebbero contabilizzate ore ed ore di test, di materiale buttato.

Dopo tutti questi passi, sarei pronto a lanciarmi nel mercato, devo investire in pubblicità commerciale, in packaging, devo fare contratti di spedizione con DHL, un sito accattivante ... ed ancora, a questo punto, non ho visto un soldo... si perché, la cosa che in tutta questa discussione non è stata presa in considerazione, è che nessuno si mette in questo mercato per l'onore e per la gloria, ma per poterci vivere.
E non abbiamo ancora considerato tasse, sicurezza, stipendio dipendenti.

Ecco quindi che la tua valutazione di 7 euro a bocchino, diventa una cosa accettabile (ma non eticamente), forse, solo nel terzo mondo ed in Cina.

Tante volte sembra facile fare dei prezzi... nella realtà delle cose... soprattutto nel mondo artigiano, se si vuole vivere del proprio lavoro, questo tipo di valutazioni hanno poco senso.

Igor



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Marco Muttinelli
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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda Marco Muttinelli » 06/06/2021, 1:45

Igor ha scritto:Dopo tutti questi passi, sarei pronto a lanciarmi nel mercato, devo investire in pubblicità commerciale, in packaging, devo fare contratti di spedizione con DHL, un sito accattivante ... ed ancora, a questo punto, non ho visto un soldo... si perché, la cosa che in tutta questa discussione non è stata presa in considerazione, è che nessuno si mette in questo mercato per l'onore e per la gloria, ma per poterci vivere.
E non abbiamo ancora considerato tasse, sicurezza, stipendio dipendenti.

Ecco quindi che la tua valutazione di 7 euro a bocchino, diventa una cosa accettabile (ma non eticamente), forse, solo nel terzo mondo ed in Cina.

Tante volte sembra facile fare dei prezzi... nella realtà delle cose... soprattutto nel mondo artigiano, se si vuole vivere del proprio lavoro, questo tipo di valutazioni hanno poco senso.

Igor

Ciao Igor,
mi trovi perfettamente daccordo su queste questioni. Soprattutto sull'etica, cerco di spiegarmi meglio. Chiaramente l'artigiano che lavora su certi parametri dovrebbe avere un senso etico elevatissimo sapendo che il costo dei suoi prodotti non è alla prtata di tutte le tasche e, quindi, dal mio punto di vista dovrebbe focalizzarsi su un certo tipo di marketing e di clientela. Se per tanti tanti professionisti i bocchini commerciali sono più che soddisfacenti, figuriamoci per i "passatempisti" che difficilmente arriveranno a sondare i limiti di un Bach, di uno Yamaha, di un Denis Wick, di uno Schilke e via dicendo. Chiaramente quest'etica dovrebbe spingere sia i grandi produttori che gli artigiani a dare il giusto valore alle questioni in gioco. Ovviamnte per me scarpone prender un gewa da 30 euro ed investire gli altri 370 per raggiungere un Monette spendendo in lezioni con un buon maestro mi porteranno sicuramente migliori risultati di spendere 400 euro per un bocchino e fare solo una lezione. Nulla toglie che i bocchini di questo produttore siano eccellenti (non lo so non avendoli mai provati ma non avendo comunque desiderio di farlo) stando a quanto riportato da più fonti, ma l'amara verità del mondo dei nostri giorni è che la stragrande maggioranza delle persone faticano ad arrivare a fine mese, molto più che anche solo 10 anni fa stando ai dati istat, e quindi mai come ora l'etica che citavi è più che mai necessaria in chi produce e commercializza, se grande cercando di dare un prodotto sempre migliore a prezzi estremamente competitivi, se piccolo focalizzandosi ad un mercato ristretto di persone abienti in grado di affrontare i costi da lui sostenuti per certe operazioni. Aggiungo una chiosa finale, spero che un domani grandi produttori e bravi artigiani si parlino per poter fornire prodotti intriganti a buon mercato scambiandosi i reciproci know how al fine di fornire prodotti sempre migliori a prezzi sempre più competitivi, ma forse questo è solo un sogno utopico... però che ci vuoi fare? son nato romantico e fiducioso e la speranza è l'ultima a morire : WohoW : : WohoW : : WohoW :


Vecchio CONNoscitore di CONNturbanti CONN Elkhart, CONNosciuto come CONNfucio

Tp: 48B Connqueror Vocabell 1940; 22B New York Symphony Special 1940; 6B Victor 1968
Fl: Couesnon Monopole ?
Past Tp: 12B Coprion 1953; 10B Victor 1960; 8B Artist 1964; 38B Connstellation 1968


TpMp: Conn Connst. 7BN; Bach Meg 2C;
FlMp: Denis Wick 4FL;

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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda stefano bartoli » 06/06/2021, 3:03

Il discorso dei 6/7 euro penso volesse essere una provocazione. Se non lo fosse sarei in disaccordo perchè dietro a quella cifra ci si intravedrebbe allora uno sfruttamento del lavoro. Detto questo, oltre ad esserci cresciuto in officine meccaniche, ho un nipote che ha con suo padre, una officina con centri di lavoro automatizzati. Qualche anno fa, oltre a lui, contattai con altri amici del forum, altri due terzisti CNC per una produzione di bocchini. Per circa 400 pezzi a lotto, si andava dai 13 euro di una ditta, ai 15 di mio nipote, finito di macchina. Cioè da pulimentare e argentare, quindi, circa altri 20 euro (dai miei vecchi fornitori) Ovvio che il prezzo scende se da 400 pezzi passi a 4.000 ma non è che si dimezzi, esiste un limite, sotto il quale non scendi, nemmeno se ne fai fare un milione di pezzi a ordine.
Detto questo, che non vuol dire nulla ma è solo un fatto dal quale partire per fare una serie di valutazioni, alcune delle quali fatte giustamente da Igor.

Vorrei però far notare un dettaglio basico, almeno che non si sia hobbysti, una macchina cnc per avere senso, deve per forza lavorare H24, questo, nel mondo del lavoro vero, nelle aziende vere e non lo dico io ma i signori di cui sopra. Ricordo molto bene le scenate isteriche in officina Magherini (una di quelle da me citate) quando un centro di lavoro si bloccava anche solo per qualche ora per un guasto.
Spendere 100.000 o 500.000 mila euro per un centro di lavoro più o meno grande, più un'altra infinità di spese come citato da Igor, per farci "solamente" 1000 (mille) bocchini l'anno, o sei hobbysta in quattrini o sei da ricoverare. E poi, se anche sei fuori piombo e fai certi investimenti per quei mille bocchini, c'è poi la fase due: se non ti chiami Bach, Shilke, Monette, Yamaha o altro, a chi li vendi? Fatevi spiegare da Onerati come funziona la selezione dei marchi da tenere in negozio...
In questa situazione non comperi una sega e te li fai fare, se no sei la Bach, la Yamaha, la Shilke e allora il discorso è diverso (per quanto, sono certo che anche alcuni marchi noti, li fanno fare a terzisti).


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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda ott » 06/06/2021, 13:32

Non ho l'impressione che il mercato richieda poi tutti questi bocchini.
Non sono prodotti soggetti ad usura, quando trovi quello che ti va bene ti dura una vita.
Inoltre il labbro si adatta col tempo, non è un minerale, occorre infine del tempo per valutarne la presa ideale.
Secondo me colui che ha in testa aspettative di profitti economici dovrebbe star lontano da trombe e bocchini.



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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda stefano bartoli » 06/06/2021, 15:45

Dipende a chi ti riferisci Ott. Ci sono alcuni marchi che definirei storici, i quali hanno una richiesta molto alta e continua dal mercato, ovviamente alta in relazione al nostro piccolissimo mercato...
E' verissimo che una volta trovato il "tuo" bocchino ideale, la cosa da fare sarebbe stoppare le sperimentazioni e mettersi a studiare pancia a terra. Ma è anche vero che con il passare degli anni, la nostra muscolatura cambia grazie allo studio ed è altresì vero che da un certo punto in poi, anche i nostri muscoli cambiano perdendo progressivamente forza e tonicità, a quel punto, ci può stare che un trombettista decida di provare altre misure di imboccatura. Infine, c'è quello che per alcuni costruttori può rivelarsi una vera cuccagna, ovvero, l'hobbysta in quattrini che anzichè studiare, cerca in equipaggiamenti continuamente nuovi qualcosa che nemmeno lui sa cosa sia. Conosco hobbysti che hanno qualcosa come 100 (cento) bocchini ed una ventina di trombe in casa. Però, quando mi mandano i video mi si accappona la pelle.
Gran parte delle novità, delle "scoperte" delle "nuove tecnologie" nell'ambito dei bocchini, sono per me, becchime per polli. Non molto diversa è la situazione delle trombe, una tromba di 50/60 anni fa, se ben costruita e ben manutenuta non ha assolutamente nulla da invidiare alle top level attuali e mi riferisco anche alla macchina. E non mi si venga a dire che "queti pistoni hanno tecnologia bla bla bla, hanno materiali bla bla bla" perchè la macchina la si giudica non dalle chiacchiere da fiera del settore ma bensì, banalmente, sotto le nostre dita, se va bene non è più interessante tutto il resto dei discorsi. D'altra parte, quando sono su un palco devo concentrarmi sulla musica e non "di quale materiale saranno i miei pistoni, con quale geometria saranno stati progettati?" Questo tipo di masturbazioni le lascio a chi deve vendere e a chi anzichè far musica, con lo strumento ci si masturba, passando talvolta più tempo a lucidarlo piuttosto che a studiare.
Ad esempio molte trombe attuali, con campane simili ai diametri da flicorno, sono solo più scure timbricamente, più impegnative da suonare ma non sono affatto migliori di trombe con una buona campana 123mm di 50 anni fa. Provate a chiedere a qualcuno del pubblico, a qualcuno che di trombe non sa nulla, ed è seduto davanti al vostro palco, se ha sentito la differenza quando avete posato la tromba con campana 123 ed avete preso quella da 130mm Potreste avere amare sorprese...
E non mi stancherò mai di ripetere che è facile chiacchierare sui social, quando io sto a Palermo e tu magari ad Aosta ma facciamo una cosa, incontriamoci a metà strada, bendiamoci, suoniamo un po di trombe di cui sopra e poi compiliamo una scheda che descriva le caratteristiche di ognuna: anno, lastra, lega, diametro campana, canneggio, macchina. Accetto scommesse, che, come ho scritto spesso, ne vedremmo delle belle e tante affermazione assolute fatte sui social scomparirebbero come fa la neve al sole.

Mi dispiace anche dover ricordare a tante persone che sono infarcite di queste puttanate (se portate all'eccesso) che i loro idoli, non sono diventati tali passando le giornate a giro per negozi o fare discorsi a bichero in rete ma facendosi un culo tanto per anni.
Spesso siamo più simili a quelli con la pancia, che il sabato mattina tentano la salita del garage di casa con la bici in carbonio da 10.000 euro, facciamo pena.


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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda ott » 06/06/2021, 17:28

ciao Stefano,
l'evidenza concreta anche da me acquisita con l'esperienza di tanti anni mi porta a scrivere che tu qui sopra hai ben espresso anche la mia opinione.
Confesso però che anch'io ho superato qualche tanto costosa quanto inutile esperienza.
Tuttavia devo riconoscere che con la tromba attuale sono riuscito a migliorare molto la sicurezza degli intervalli; ma il bocchino è sempre quello del Diploma, un Bach 7 di cui, in verità, ho tre copie, una col Booster , una normale e la terza nella custodia della Tromba in D/Eb.
In mezzo secolo non ho provato però più di cinque misure diverse.
Per quanto riguarda le trombe che hanno una certa età e sono passate nelle mani di altri musicisti, io sono un po' perplesso rispetto alle condizioni non della machina, per le ragioni che tu scrivi qui sopra, ma del cannello principale; della leadpipe io sono maniaco della pulizia, tutte le sere mi preoccupo che sia "a specchio", temo che molti colleghi, specialmente nel passato, non abbiano curato la lucentezza del tubo dove si forma il suono.




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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda Mirco » 06/06/2021, 19:21

Ciao a tutti.
I 6/7 euro erano una provocazione.
Ma 150 200 300 euro sono tecnologicamente immotivati, basta guardare moltissimi particolari fatti al cnc in diversi settori. In industria se compri un cnc è per produrre milioni di pezzi che magari ti faranno guadagnare 1 o 2 euro l uno.
Se invece sei un artigiano allora dovresti farlo artigianalmente e non con una macchina che necessità di un "operatore" che non serve neanche sappia a cosa serve un bocchino. Se poi sei un artigiano che si fa pagare un impianto del genere con 1000 2000 pezzi allora sei un bravo venditore. Ma gli artigiani sono un altra cosa.




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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda ott » 06/06/2021, 20:26

Continuo a non capire - il limite evidentemente è mio - come si possa pensare di richiedere un bocchino "su misura".
La Fisica è la scienza delle grandezze misurabili, ergo cosa ci sia di misurabile e non caotico nel fenomeno consistente nelle nostre labbra schiacciate sui denti incisivi mentre insuffliamo fiato in pressione in una piccola tazza argentata mi sfugge del tutto.
Ci si compri un Bach 7 C e si studi sotto la guida di un insegnante onesto, "lupusque advenit".




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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda Igor » 07/06/2021, 17:29

Trovo questo thread ricco di spunti interessanti, che affrontano temi molto diversi tra loro, ma temo che a furia di procedere per "iperboli e provocazioni" si rischi forse di far passare messaggi un poco controversi, o forse, estremi.

Il post iniziale di Stefano sottolineava come l'automazione imperante in ogni settore sia la causa della scomparsa di certe manualità e capacità. Questo è assolutamente vero, ma va anche detto che non è un fenomeno nuovo, ogni nuovo gradino di evoluzione tecnologica ha visto mettere in crisi le capacità del periodo tecnologico precedente (basti pensare alla introduzione della carta stampata (che decretò il declino degli amanuensi), alla prima e seconda rivoluzione industriale, all'introduzione delle elettrovalvole, del pc e così via).

Ma è poi vero che queste capacità minate dai salti tecnologici sono andate perse? Oppure, come più probabile, si è vista ogni volta una sorta di selezione naturale, dove l'artigiano capace ed intelligente ha saputo reinventarsi ed evolversi in artigiano 1.0 - 2.0 e così via, unendo in connubio le capacità pregresse con le richieste del tempo, mentre quello troppo ancorato al suo banchetto si è semplicemente estinto perché non più alla pari con i tempi?

Nel nostro caso è chiaro che lo sbarco dei CNC nel settore degli ottoni abbia messo in crisi il vecchio modo di fare artigianato nel settore. Perché? Semplicemente perché non dobbiamo dimenticare che anche gli artigiani non vivono di aria, e che fanno quel mestiere per portare a casa la pagnotta. Un bocchino Bach o Yamaha fatto col CNC viene venduto sui 50 euro. Un artigiano, a farli a mano, non potrebbe competere perché, considerato il tempo di realizzazione necessario per produrne uno di qualità e precisione comparabile, per viverci, dovrebbe chiedere cifre nettamente superiori, ma così tanto superiori da mettersi comunque fuori mercato.

Quindi, per la fascia "bocchini standard", non c'è storia, la grande produzione, avrà sempre la meglio intermini di costi.

Ecco quindi che l'artigiano, per poter competere, e rimanere nel settore, deve fare qualcosa di diverso, ossia andare a coprire la fascia di chi è in cerca di combinazioni fuori dagli standard.

Qui entrano in gioco ragionamenti legati all'identificazione del trade-off tra numeri produttivi, qualità di finitura del prodotto, costo e la necessità di poter sperimentare ed innovare.

Un prezzo "Bach" non sarebbe remunerativo comunque perché i numeri che di sicuro farebbe l'artigiano sarebbero di qualche ordine di grandezza inferiori, ed il margine per bocchino non sarebbe sufficiente. D'altra parte, per poterci vivere l'artigiano, non potendo chiedere migliaia di euro per un singolo pezzo, deve essere in grado di poter produrre un numero comunque consistente, ripetibile ed uguale a se stesso. Il numero di questi bocchini non standard che riuscirà a vendere, in buona sostanza definisce poi la base del prezzo di vendita stessa.

Per dirla in altri termini il discorso che vien fatto è: per lo standard, vai sui classici bach, yamaha, DW etc. Vuoi un bocchino con gola più larga? Penna più stretta? angolo alpha più inclinato? Li è dove vende il piccolo produttore, ovviamente non potendo farli in numeri da capogiro costeranno di più, perché il ricarico per bocchino dovrà essere maggiore visto che se ne producono meno, e l'artigiano comunque deve viverci.

Ecco perché, ad un certo punto, alcuni artigiani, i più intraprendenti ed "amanti del rischio" diciamo, hanno iniziato a guardare con curiosità a macchine CNC.
In questo thread si è suggerito che per chi fa piccoli numeri l'unica soluzione è di dar fuori la produzione conto-terzi, ma... questo in realtà è un ostacolo per chi vuole andare ad occupare la fascia di bocchini "non standard", perché la possibilità di testare, provare soluzioni diverse etc. è estremamente limitata (o costosa), avendo il terzista la necessità di far girare le macchine a ciclo continuo, senza necessità di continui ri-attrezzaggi che continui test implicherebbero, con fermi-macchina continui per produrre magari un singolo prototipo.

Aggiungiamo pure che dare da fare ad un terzista che per lavoro butta fuori tutt'altro, la tornitura di bocchini, non sempre da i risultati sperati, basta vedere come sta tribulando oggi Adam Rapa (non lo dico io, ma lo dice lui nei suoi video e post) con i suoi bocchini Lotus da quando non li fa più produrre da Egger.

Ecco quindi che i 200 euro per un bocchino menzionati da Mirco, secondo me sotto quest'ottica assumono un significato diverso:
non sono il costo della sola innovazione tecnologica (ci mancherebbe), ma rappresentano la cifra che consente ad un artigiano medio-piccolo di produrre oggetti di nicchia, ammortizzando i costi e ricavando quel che gli serve per vivere. E' tanto? Dipende, se quella combinazione, che Bach non mi fa, a me consente di avere un suono come mi piace, o uno staccato come va a me, son pure pochi. E' truffa? no perché in generale chi è artigiano serio che produce in piccoli numeri, non fa un marketing basato su frottole o su supposti miracoli, ma presenta i dati, le dimensioni dei suoi bocchini, nudi e crudi, lasciando al cliente il compito di valutare, perché altrimenti il resto della comunità artigiana lo bollerebbe immediatamente come truffatore.

E' un artigiano che è in grado di produrre i suoi bocchini con un CNC meno artigiano o artigiano di serie B? Secondo me no, è semplicemente un artigiano che ha saputo stare al passo con i tempi, non c'è disonore in questo, ma anzi, onore al merito di non essersi arreso e di non aver chiuso bottega.

L'esempio più calzante che più mi viene in mente è quello di Terry Warburton, così bravo con le sue penne e tazze, da essersi nei decenni ritagliato un posto di rispetto a fianco dei grandi produttori... e credo che nessuno possa dire che Warburton non sia un artigiano :-) :-)

My 2 cents :-)

I.



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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda stefano bartoli » 07/06/2021, 18:09

Ci sarebbe molto da scrivere ma oggi non ho abbastanza energia. Mi limiterò pertanto a due questioni citate da Mirco: Adam rapa che cambiando fornitore CNC non ha i risultati sperati. E l'altra, che il piccolo produttore di trombe e bocchini dotato o meno di cnc, non racconta balle che se no i colleghi del settore lo bollerebbero subito. (Anche nelle mostre hi end ci si davano tutti pacche sulle spalle ma poi nel chiuso del laboratorio, molti raccontavano cose amare di altri, c'erano molte incazzature ma rimanevano in privato...)

Relativamente alla prima affermazione, Igor, davvero non capisco. Una macchina a controllo si muove dietro un programma caricato. Per certe fasi del lavoro, tu puoi talvolta, decidere di montare un utensile piuttosto che un altro. OK. Però se i dati caricati sono corretti, che il terzista sia Mario o Giuseppe, il prodotto finale deve corrispondere, se no uno dei due terzisti è bene cambi mestiere che certo non sono ne il computer ne la macchina a sbagliare...Ergo, chi sa che discorso avrà voluto fare Adam, chi sa in che casino si sarà infilato, chi sa che files avrà dato al secondo terzista.
Troppi chi sa per poter sapere come sono andate veramente le cose.

La seconda questione. Come forse avrai letto, per molti anni ho avuto una mia azienda progettazione, realizzazione e commmercializazione nella nichhia della Hi End. Ho convissuto per 15 anni a fianco di centinaia di colleghi, piccoli artigiani come la mia Bluenote/Gold Note. Ci ho fatto tantissime mostre a giro per il pianeta.
Or bene, quel settore, così come molti altri, campa principalmente su audiofili "malati" gente mai contenta, mai sazia e spesso, gente che non sa realmente cosa cerca, come nelle trombe e nei bocchini, aggiungo io.
Bene, tralascio i motivi per i quali molti prodotti sono prezzati a cifre assurde, troppo lungo e palloso rispiegarlo (se ne è già parlato un po tutti) Ma diciamo che gran parte di quelle motivazioni, poco hanno a che fare con la qualità vera del prodotto ma piuttosto con le "Idee/motivazioni/pretese/limiti" dell'artigiano, spessissimo hobbysta. Quando dico spesso hobbysta significa che sono in grado di fare almeno 50 nomi così a memoria, nel settore hi end mondiale, conoscendone moltissimi di persona.
Perchè tra loro non si "sputtanano"? Perchè aziende un po più serie non additano i suddetti? Per i soliti umani mercantili motivi, cane non mangia cane. Meglio lasciare che uno si balocchi nel dopo lavoro anzichè agitare un vespaio che non sai mai dove potrebbe portare. Anche molte riviste del settore sono prezzolate, pagate da costruttori e da importatori per scrivere della "prova prodotto" ciò che il produttore o l'importatore desiderano. Talvolta pagati con l'acquisto di pagine pubblicitarie, altre volte con la regalia dell'apparecchio in prova. La gran parte delle riviste funziona così in tutto il mondo hi end.
Questa mia personale esperienza, la riporterei pari pari nel mondo trombe e bocchini, pur con doverosi piccoli distinguo.
Tutto questo palloso pippone non significa assolutamente che il piccolo artigiano, lavorasse anche nel sottoscala come dopo lavoro, non possa produrre prodotti di qualità, non l'ho mai pensato e non lo penso.

Concludo dicendo invece che ne in quel settore, ne in quello delle trombe, sono infastidito da chi prova a fare, con successo o meno, in fabbrica o in cantina, perchè anche io come Bluenote iniziai in un piccolo fondo, ed eravamo solo in 4 persone. Sono invece infastidito dalle balle spaziali che circolano.
Son nato per rompere i coglioni, sopportatemi o al limite, non leggetemi.


Benvenuti nel disagio


Igor
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Re: La trappola dell'automazione

Messaggioda Igor » 07/06/2021, 18:26

stefano bartoli ha scritto:Concludo dicendo che ne in quel settore, ne in quello delle trombe, sono infastidito da chi prova a fare, con successo o meno, in fabbrica o in cantina, perchè anche io come Bluenote iniziai in un piccolo fondo. Sono invece infastidito dalle balle spaziali che circolano.
Son nato per rompere i coglioni, sopportatemi o al limite, non leggetemi.


Ma si Stefano, guarda che su questo siam d'accordo, anche per questo pure io, un po' da rompi-coglioni, intervengo
quando vedo che si sta partendo per qualche deriva iperbolica :-) .


Per il resto che dire, io la mia visione del perché certi bocchini costino quelle cifre, ve l'ho data, felice nel caso di continuare a discutere serenamente su quello :-)

Ciao

I.

Commento di moderazione: è stata cancellata la parte inerente alle ipotesi per sentito dire riguardani un produttore, nel caso le informazioni provengano da conoscenze specifiche e dirette si consiglia di aprire topic apposito per discuterne i contenuti in modo appropriato, grazie a tutti gli utenti





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