La ripresa(?)

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La ripresa(?)

Messaggioda stefano bartoli » 30/08/2021, 22:59

Se non ricordo male ho fatto l'ultimo concerto nell'Agosto del 2020 ma è stata una data isolata dal momento che il lavoro si era già fermato da molti mesi. E' stata durissima economicamente ed il fatto che io abbia lavorato in teatro per le musiche degli spettacoli, ha fatto si che io e la mia compagna abbiamo potuto beneficiare a pieno dei ristori previsti. Però sappiamo tutti che la cosa terminerà, ovvio e comunque, nessuna persona con una dignità almeno minima, vuol fare il mantenuto...

Ad oggi sono quasi due anni che non suono con i miei gruppi e questo genera anche diverse problematiche tecniche, legate ad una sorta di "allenamento" a partire dall'orecchio, che il suonare con altri ti da. Un paio di mesi fa, ho registrato delle cose in casa, in duo con uno dei miei contrabbassisti ed è stato scioccante verificare come la capacità di sentire gli accordi, di interagire e di reggere un set intero in due, si possa facilmente perdere, è per me un dramma, soprattutto perchè non sono un ventenne ed i tempi di recupero sono più lunghi e faticosi. Inoltre chi ha la mia età, sa bene che l'orologio corre implacabile e due anni fermi sono parte delle "ultime cartucce" che avrei sperato di sparare.
In teatro sto lavorando in duo alle musiche di Overshoot ed altri spettacoli stanno arrivando ma in questi contesti si fanno tre note, nulla a che vedere con un vero concerto, inoltre la musica non è quella che di solito amo scrivere ma deve essere "funzionale" alle scene, infatti suono molto anche le percussioni (da ex batterista, seguitano a perseguitarmi...)

In giro cosa vedo dunque adesso che ci dicono che siamo ripartiti?
Vedo i grossi festival ed i jazz club che stanno macinando molti concerti si, ma i nomi sono quelli che fanno fare un sold out immediato e sono sempre i soliti. A "livelli decisamente più bassi" ci stanno anche molti miei amici e colleghi, contentissimi per le serate alla pasticceria di lusso, al palchettino sull'Arno, alla festa privata o tra i tavolini del ristorante. Tutta roba dai cachet molto bassi e in contesti/pubblico piuttosto scadenti, insomma, devi fare una sorta di piano bar per i turisti e suonare fino a 6 (leggasi sei) ore per 100 euro, quando pagano bene...

E' scomparsa insomma la fascia intermedia dei professionisti, quelli bravi ma non "famosi" e badate bene che sono la maggior parte (almeno nel jazz) Ma non è un fenomeno nuovo, va avanti da molti anni, il lock down ha solo affondato la lama nel burro.
A volte mi fermo a pensare ali amici/colleghi che sono scomparsi dalla scena da oltre due anni e vi garantisco che sono un numero impressionante.
Si sta perdendo insomma tutto un patrimonio musicale, progettuale ed umano immenso. Per fare un esempio più chiaro, è come se scomparissero i componenti di una band che accompagna il leader.

Questo post, molto amaro è solo una mia riflessione personale su un'epoca che non mi sarei mai aspettato di vivere e so che moltissime persone che fanno tutt'altro mestiere, stanno vivendo lo stesso dramma, che è economico prima e psicologico/sociale poi.

La società, sarà cambiate profondamente da questa situazione, nel mio ambiente già si vede molto molto bene.


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Re: La ripresa(?)

Messaggioda stefano bartoli » 01/09/2021, 9:49

Ho diviso il post in due parti per questioni di lunghezza.
Attualmente ho alcuni progetti (per progetti intendo: musica appositamente scritta, arrangiamenti idem, scelta dei musicisti e prove, tante prove):

Il quintetto Masnada, musiche stilisticamente ammiccanti a Mingus, Art Ensamble of Chicago e Sun Ra.
Il quartetto Corde Maris, musiche in parte originali ed in parte repertorio tradizionale del bacino Mediterraneo con un occhio particolare alla Sardegna.
Il trio cantautoriale Deposito Bagagli, musiche e testi originali.

Mi hanno chiamato in questi mesi, per propormi progetti in duo o quartetto alcuni musicisti italiani di livello internazionale, fra cui: Michele Franzini, Sandro Azzolini, Piero Bassini.

Tutto fermo per i miei gruppi e di conseguenza non ritengo "sano" lanciarmi in altri progetti.

Molti musicisti che hanno idee e progetti, versano nella mia condizione, non interessano gruppi con musica progettata, concept, interessano invece, gruppi messi su li per li e che facciano ad esempio, repertori misti.
Ho amici che fanno moltissime serate proponendo un mix da BB King, ai Beatles, ad Aretha Franklin, per arrivare a Concato passando per Masini e finendo con l'immancabile Volare di Modugno...
Il pubblico è complice e vittima al contempo, di uno sfascio culturale immane.

Attualmente, questo è.

Amen


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Zosimo
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Re: La ripresa(?)

Messaggioda Zosimo » 01/09/2021, 10:53

Proprio ieri o l'altro ieri c'era un video su fb di Falzone
che elencava le differenze post covid dei concerti tra Francia e Italia.
La situazione è peggiorata, ma cosa possiamo pretendere da un popolo che non distingue
una tromba da un trombone e a scuola è stata 50 anni con il flauto dolce?
Farsi una cultura a proprie spese non è certo per tutti e va da se che i concerti
senza Modugno sono meno seguiti. Purtroppo nella musica ( mi sbaglierò) non esiste come il calcio seria A e a seguire,
ma o sei seria A o tutti gli altri sono da campetti di pozzolana la domenica mattina.
L'arte ( mi risbaglierò) in questo paese è sempre stata vista come diversivo, relax, passatempo e mai come
una cosa essenziale. Ho detto della banalità, ma ''chest'è'', a mio avviso.


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Re: La ripresa(?)

Messaggioda stefano bartoli » 01/09/2021, 12:40

Concordo Zosimo, al di la del problema sopravvivenza, che è assai serio, la cosa che trovo devastante per le future generazioni, è il fatto che questo comportamento, il non distinguere il pur nobile piano bar dai progetti, devasterà culturalmente le px generazioni e già se ne vedono effetti nefasti oggi.

Prova ne sia che il Bollani è per molti un bischero che strimpellando il piano, fa ridere, e ho detto tutto.


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Re: La ripresa(?)

Messaggioda Marco Muttinelli » 01/09/2021, 13:03

Ebbi modo di scrivere in un post del 14/12/2020:

http://www.forumtromba.com/viewtopic.php?f=2&t=1638#p8033

Marco Muttinelli ha scritto:È indubitabile che la gestione dell’emergenza in atto ha colpito alcuni settori più che altri, in generale tutto il mondo dell’arte e della cultura ed in particolare quello della musica è stato uno dei più colpiti in assoluto, lo sanno bene le migliaia e migliaia di persone che vivono di questo lavoro o grazie a questi settori.

Ritenere che le arti e la cultura siano attività non necessarie, oltre che essere una visione del tutto miope (meglio dire totalmente cieca) del ruolo fondamentale e centrale che questi aspetti svolgono nella vita umana, è indice dell’ormai infimo livello intellettuale al quale è arrivato l’uomo contemporaneo che ritiene utili solo aspetti meramente economici/meccanicistici ed animaleschi (vita biologica pura avulsa da qualunque aspetto umano sensibile/sentimentale/intellettuale).

Ma, purtroppo, è esattamente ciò che è stato fatto. Le conseguenze di tali scelte si stanno rivelando tragiche oltremodo le peggiori aspettative, non solo un danno economico pesantissimo per i singoli musicisti ed operatori di settore (da febbraio di quest’anno sono stati praticamente azzerati tutti i concerti salvo rarissimi casi), ma di una intera fetta dell’economia italiana che coinvolge realtà del tutto eterogenee e trasversali (fornitura di beni e servizi, trasporti, turismo, ristorazione, pubblicità giusto per citare i primi che mi vengono alla mente). Se e quando si riuscirà, in qualche modo, a ricominciare i cocci da raccogliere saranno tantissimi ed in pezzi talmente microscopici che ricostruire il vaso sarà attività veramente ardua. Questo per quanto riguarda il breve periodo.

Sul lungo periodo, le conseguenze di questa visione economico/meccanicistica saranno ancora più desolanti. Persone che non si sogneranno nemmeno di iscriversi a qualche banda o scuola musicale o di arti varie perché tanto la musica, la cultura, le arti non servono a nulla… Quindi vedremo da un lato disgregarsi completamente quel microtessuto che attualmente forma (o quanto meno ne fornisce i primi rudimenti) i musicisti di qualunque ordine e grado (il che si rifletterà, poi, anche nei confronti dei conservatori che si troveranno molte meno domande e quelle poche da parte di persone totalmente digiune della ben che minima conoscenza musicale con tutto ciò che comporta come conseguenze che sono facilmente intuibili) dall’altro, e questo è ciò che preoccupa di più, un ulteriore impoverimento ed appiattimento culturale che non potrà che generare, a sua volta, produzioni artistiche di sempre più basso livello.


A quanto pare la situazione è ancor più grave di quanto si potesse preconizzare, soprattutto alla luce di ciò che avete scritto e che condivido profondamente.


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Re: La ripresa(?)

Messaggioda stefano bartoli » 01/09/2021, 15:29

Tralasciando l'aspetto economico, la situazione è tragica e siamo in moltissimi a vederla così. Leggevo stamani un articolo di un jazzista top che faceva notare anche aspetti negativi di certa accademizzazione di certi comparti, il jazz è uno di questi. L'esperienza del contatto diretto con certe generazioni, lo starci insieme sul palco o anche a cena...non ha libro o metodo che li possano davvero sostituire. La ricerca, le novità, nascono dal girare fisicamente il mondo, dal suonare e parlare con altri lontani dalla nostra cultura, dall'assaggiare cibi di altri Paesi etc etc

Il PC è comodissimo ed utilissimo ma guai pensare che possa sostituire quanto sopra.
Con la scomparsa dalla scena ed anche anagraficamente di quelle generazioni che questo lo hanno vissuto (anche la mia generazione ad esempio) rappresenta e rappresenterà una frattura letale per i giovani.

Sempre più "accademia" sempre meno "strada"


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Re: La ripresa(?)

Messaggioda Marco Muttinelli » 01/09/2021, 16:54

stefano bartoli ha scritto:Tralasciando l'aspetto economico, la situazione è tragica e siamo in moltissimi a vederla così. Leggevo stamani un articolo di un jazzista top che faceva notare anche aspetti negativi di certa accademizzazione di certi comparti, il jazz è uno di questi. L'esperienza del contatto diretto con certe generazioni, lo starci insieme sul palco o anche a cena...non ha libro o metodo che li possano davvero sostituire. La ricerca, le novità, nascono dal girare fisicamente il mondo, dal suonare e parlare con altri lontani dalla nostra cultura, dall'assaggiare cibi di altri Paesi etc etc

Il PC è comodissimo ed utilissimo ma guai pensare che possa sostituire quanto sopra.
Con la scomparsa dalla scena ed anche anagraficamente di quelle generazioni che questo lo hanno vissuto (anche la mia generazione ad esempio) rappresenta e rappresenterà una frattura letale per i giovani.

Sempre più "accademia" sempre meno "strada"


Finendo così per ribaltare il senso stesso di Jazz, il suo concetto di base. Nasce da commistioni incredibili di popoli che hanno fuso insieme le musiche popolari delle rispettive origini. Africa, bacino del mediterraneo, europa e sfumature mediorientali. Fusione tra orchestra classica e bande di paese. Insomma se poteva esserci qualcosa in grado di sintetizzare ciò che è per sua stessa natura antitetico, questo è stato il jazz e proprio dallo scambio continuo, dal confronto di "strada" ha potuto riuscire in questa meravigliosa operazione. Accademizzarlo significa cristallizzarlo in stilemi fissi e di conseguenza snaturarlo, ucciderlo in un qual certo senso.


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Re: La ripresa(?)

Messaggioda stefano bartoli » 01/09/2021, 22:27

Si.


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Re: La ripresa(?)

Messaggioda Zosimo » 03/09/2021, 10:37

Credevo si confondessero solo tra tromba e trombone,
invece Repubblica è sempre un passo avanti. : WohoW : : Eeek :

Immagine


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Re: La ripresa(?)

Messaggioda Marco Muttinelli » 03/09/2021, 14:01

Zosimo ha scritto:Credevo si confondessero solo tra tromba e trombone,
invece Repubblica è sempre un passo avanti. : WohoW : : Eeek :

Immagine


: WallBash : : WallBash : : WallBash :
Ma si dai Zosimo... che precisino che sei... cosa vuoi che cambi? tromba, trombone, sax, clarinetto, pianoforte etc. son tutti strumenti musicali... quando sai suonarne uno è automatico tu li sappia suonare tutti : Chessygrin : poi è risaputo che i sassofonisti fanno tendenza... : Oops :


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