La musica che facciamo

La musica nelle bande, nella classica, band latinos, pop etc...
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sturmtrumpet
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La musica che facciamo

Messaggio da sturmtrumpet »

Ciao a tutti,
prendo spunto da un'altra discussione per raccontare in che contesto e cosa suoniamo.
Inizio io.
Al momento suono in due formazioni bandistiche, con un breve trascorso anche in una piccola fanfara di Bersaglieri.
La musica che facciamo è quella solita delle bande musicali; tuttavia in una nelle due, quella dove sono nato e cresciuto, il repertorio viene arricchito dalle trascrizioni di un Maestro giovanissimo e veramente in gamba. Ha fatto pezzi sugli Earth Wind and Fire, sui Ladri di Biciclette ed uno su Elio e Le Storie Tese davvero intrigante. Nessuna delle due formazioni suona pezzi del repertorio classico. Generalizzando molto si va dal solito Moment For Morricone, agli Abba a Perez Prado.


stefano bartoli
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Re: La musica che facciamo

Messaggio da stefano bartoli »

Io sono anziano, ho di conseguenza un curriculum lunghetto, cerchiamo di condensare:
Inizio bambino suonando sui fusti in cartone del Dixan, mettevo alcune sedie davanti al garage di un amico, poi si apriva la saracinesca, iniziavo a battere u fustini con due poggiapiedi in legno di sedie impagliate e l'amico passava tra i ragazzini a chiedere l'obolo, facevo la seconda elementare al tempo. Dopo l'immancabile fase del truccare i cinquantini e sentirsi Agostini (rima please)
Passai dai dischi 45 giri e fonovaligia portatile Lesa, ad un impiantino Pioneer e vari LP, Deep Purple soprattutto, ma anche tutto il progressive di allora, sia estero che italiano. Poi tutto il cantatautorato "impegnato". Inizio a studiare batteria da solo e fare piccole performance in duo con un chitarrista pazzo che sapeva tutti i soli di Ritchie Blackmore ma un amico, bravo batterista rock, mi regala Spectrum di Billy Cobham, un lavoro spettacolare che mi convince a studiare seriamente jazz presso il CAM e Piero Borri. In seguito inizio a insegnare e fare moltissimi concerti con molti jazzisti italiani, mi specializzo in Max Roach che amavo ed amo follemente tutt'ora. Ma arrivano nuovi stili e i musicisti mi chiedono di aggiornarmi. Non mi va, e siccome da anni ascoltavo Chet, Rava etc etc Mollo ben 40 allievi, vendo le tre batterie e mi iscrivo sempre al CAM ma a tromba. Un anno dopo faccio già parecchi concerti jazz e preparo gli esami del conservatorio come esterno studiando con gente dell'orchestra del Maggio. Frequento molti corsi contemporaneamente pur lavorando la mattina per mantenere i miei piccoli tre figli. Studio negli anni, oltre alle cose del conservatorio, armonia, tecnica dell'improvvisazione, analisi delle forme, ear training, un po da insegnanti privati e un po a Siena Jazz con Fresu, Tommasi, Lama, Di Puccio ed altri.

Ben presto inizia la fissazione, anzi una vera e propria malattia per l'Art Ensamble of Chicago, Sun Ra, Don Cherry etc etc Ma resta la passione per il primo Rava. Ma mi rendo conto che devo anche approfondire le strutture della tradizione, dal New Orleans al blues, all'anatole etc.

Ho iniziato a scrivere musica fin da subito, anche se di armonia ne capivo poco, ancora oggi scrivo per tutti i miei gruppi ed ho scritto in totale circa 600 pezzi ma non tutti hanno visto il palco, anzi almeno 300 stanno in libreria...
Ho registrato 4 miei LP con varie formazioni mie, due LP con Massimo Altomare e Ernesto De Pascale ed un LP di avanguardia in trio con due gotha dell'avanguardia europea, Roberto Bellatalla e Mauro Orselli che però non è mai stato prodotto, ben 4 ore di delirio puro...
Ho suonato nella gran parte dei club italiani ed un po in Svizzera.
I musicisti con cui ho suonato sono tantissimi e la lista sarebbe noiosa, il 99% sono jazzisti ancora in voga ed alcuni hanno "sfondato" Alessandro Galati ad esempio che oggi suona con Mark Johnson, Peter Erskine, Palle Daniellson e registra per la ECM...
Nel 2006 mi telefonò Don Moye dell'Art Ensamble of Chicago, aveva sentito mie composizioni di avanguardia e venne a casa mia perchè voleva iniziare una collaborazione, per me fu una specie di sogno vederlo arrivare a Santa Maria Novella con la borsa dei piatti... ma non riuscimmo a trovare date e di quei 4 giorni sono rimasti i suoi regali e butleg dell'AEOC ed una amicizia che seguita ancora oggi. Ma comunque prese la fissazione della Giusi perchè gli fece una teglia di tiramisù che fulminò da solo nottetempo.
Principalmente però ho suonato con jazzisti e musicisti di avanguardia italiani.

I miei gruppi, i miei progetti (vado a memoria)

Effetto Contrario
Next Stop sextet
Stefano Bartoli e Diego Carraresi quartet
Patrizia Belegni trio
Beatrice Missadin quartet
Less Ensamble CD Armageddon
Michelle Bobko trio
Free Contemporary Orchestra
E NEEM grande orchestra avanguardia teatrjazz
Duo Ricci Bartoli
Over There trio
Gabin Dabirè Stefano Bartoli African's stories
Africa National One Bartoli Brahima Dembelè Fuochi
Letters from Senegal Bartoli Momar Tall Fuochi
Malibra trio Dembelè Iori Bartoli
Corde Maris Bartoli, Campus Salis Guarino
Masnada quintet CD Masnada
Stefano Bartoli Marco Papa Mad Monk
Bartoli Staino duo
Bartoli Bernard Falvo trio
Max Amazio Stefano Bartoli Twin
Bartoli Breschi Canavese Tempo Reale Place on suite
Bartoli Azzolini duo
Stefano Bartoli Massimiliano Calderai From Bix to Louis
GAS trio CD Our roots
Deposito Bagagli
Bartoli Franzini Geri trio
Bartoli Bellatalla Orselli avantgarde CD Trees
E qualcos'altro che non ricordo tra turni in studio, ospite a concerti di Porretta blues festival e qualche altra ospitata in LP di altri come Doctor John, Giulio Clementi e Stefano Bollani Orchestra...
Ma sia chiaro, a parte la grande e numerosa band di Doctor John nella quale avevo parti scritte in sezione, tutti gli altri che mi hanno cercato, mi hanno sempre fatto fare assoli, essendo un pessimo musicista di sezione...
E poi, sono anche anziano...ah ah ah ma di base ho un carattere per cui non riesco a fare esattamente quel che mi chiedono, devo sempre mettere "cose" mie e questo, lo sapete, in sezione è impossibile...

Da 12 anni lavoro molto in teatro scrivendo (Musica) e suonando tromba e percussioni, questa è diventata un'altra passione ma è anche molta pagnotta.
Fcoltrane
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Re: La musica che facciamo

Messaggio da Fcoltrane »

Ambisco a suonare Jazz ma in questo momento studio prevalentemente tecnica strumentale e quindi ad esempio ho frequentato alcuni seminari di musica classica (per me se hai una buona tecnica strumentale ed un suono che ti piace fai un po quello che ti pare) .
Prevalentemente studio da solo , ma non disdegno il confronto con altri trombettisti ed a volte con altri musicisti.
(ho alcuni amici con i quali suono abitualmente il sax ed a volte propongo la tromba o il flicorno )
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Marco Muttinelli
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Re: La musica che facciamo

Messaggio da Marco Muttinelli »

Valgono anche i dischi che si mettono su come fanno i dj? Loro dicono sempre questa sera suono a... : WohoW :
Taci, maladetto lupo;
consuma dentro te con la tua rabbia.
Non è sanza cagion l'andare al cupo:
vuolsi ne l'alto, là dove Michele
fé la vendetta del superbo strupo.



The SPECIA-List
38A Victor 1937; 12B Coprion 1940; 22B New York Symphony 1940

CN: Perfected Connqueror 1906; 82A Victor 1925; 80A Victor 1941; 37A Connstellation 1961
TP: 8B Artist 1965; 60B SuperConnstellation 1968; 77B Connquest 1968; 15B Director 1970

Out of CONN:
Buescher The 400 T225 1937 e Super 400 C260 1957; F.E. Olds Super 1951


Imboccature: Conn e Denis Wick
strumenti e bocchini vintage disponibili per informazioni scrivere a: c.g.conn.expert@gmail.com
medved
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Re: La musica che facciamo

Messaggio da medved »

stefano bartoli ha scritto: 15/09/2022, 0:00 Io sono anziano, ho di conseguenza un curriculum lunghetto, cerchiamo di condensare:
Inizio bambino suonando sui fusti in cartone del Dixan, mettevo alcune sedie davanti al garage di un amico, poi si apriva la saracinesca, iniziavo a battere u fustini con due poggiapiedi in legno di sedie impagliate e l'amico passava tra i ragazzini a chiedere l'obolo, facevo la seconda elementare al tempo. Dopo l'immancabile fase del truccare i cinquantini e sentirsi Agostini (rima please)
Passai dai dischi 45 giri e fonovaligia portatile Lesa, ad un impiantino Pioneer e vari LP, Deep Purple soprattutto, ma anche tutto il progressive di allora, sia estero che italiano. Poi tutto il cantatautorato "impegnato". Inizio a studiare batteria da solo e fare piccole performance in duo con un chitarrista pazzo che sapeva tutti i soli di Ritchie Blackmore ma un amico, bravo batterista rock, mi regala Spectrum di Billy Cobham, un lavoro spettacolare che mi convince a studiare seriamente jazz presso il CAM e Piero Borri. In seguito inizio a insegnare e fare moltissimi concerti con molti jazzisti italiani, mi specializzo in Max Roach che amavo ed amo follemente tutt'ora. Ma arrivano nuovi stili e i musicisti mi chiedono di aggiornarmi. Non mi va, e siccome da anni ascoltavo Chet, Rava etc etc Mollo ben 40 allievi, vendo le tre batterie e mi iscrivo sempre al CAM ma a tromba. Un anno dopo faccio già parecchi concerti jazz e preparo gli esami del conservatorio come esterno studiando con gente dell'orchestra del Maggio. Frequento molti corsi contemporaneamente pur lavorando la mattina per mantenere i miei piccoli tre figli. Studio negli anni, oltre alle cose del conservatorio, armonia, tecnica dell'improvvisazione, analisi delle forme, ear training, un po da insegnanti privati e un po a Siena Jazz con Fresu, Tommasi, Lama, Di Puccio ed altri.

Ben presto inizia la fissazione, anzi una vera e propria malattia per l'Art Ensamble of Chicago, Sun Ra, Don Cherry etc etc Ma resta la passione per il primo Rava. Ma mi rendo conto che devo anche approfondire le strutture della tradizione, dal New Orleans al blues, all'anatole etc.

Ho iniziato a scrivere musica fin da subito, anche se di armonia ne capivo poco, ancora oggi scrivo per tutti i miei gruppi ed ho scritto in totale circa 600 pezzi ma non tutti hanno visto il palco, anzi almeno 300 stanno in libreria...
Ho registrato 4 miei LP con varie formazioni mie, due LP con Massimo Altomare e Ernesto De Pascale ed un LP di avanguardia in trio con due gotha dell'avanguardia europea, Roberto Bellatalla e Mauro Orselli che però non è mai stato prodotto, ben 4 ore di delirio puro...
Ho suonato nella gran parte dei club italiani ed un po in Svizzera.
I musicisti con cui ho suonato sono tantissimi e la lista sarebbe noiosa, il 99% sono jazzisti ancora in voga ed alcuni hanno "sfondato" Alessandro Galati ad esempio che oggi suona con Mark Johnson, Peter Erskine, Palle Daniellson e registra per la ECM...
Nel 2006 mi telefonò Don Moye dell'Art Ensamble of Chicago, aveva sentito mie composizioni di avanguardia e venne a casa mia perchè voleva iniziare una collaborazione, per me fu una specie di sogno vederlo arrivare a Santa Maria Novella con la borsa dei piatti... ma non riuscimmo a trovare date e di quei 4 giorni sono rimasti i suoi regali e butleg dell'AEOC ed una amicizia che seguita ancora oggi. Ma comunque prese la fissazione della Giusi perchè gli fece una teglia di tiramisù che fulminò da solo nottetempo.
Principalmente però ho suonato con jazzisti e musicisti di avanguardia italiani.

I miei gruppi, i miei progetti (vado a memoria)

Effetto Contrario
Next Stop sextet
Stefano Bartoli e Diego Carraresi quartet
Patrizia Belegni trio
Beatrice Missadin quartet
Less Ensamble CD Armageddon
Michelle Bobko trio
Free Contemporary Orchestra
E NEEM grande orchestra avanguardia teatrjazz
Duo Ricci Bartoli
Over There trio
Gabin Dabirè Stefano Bartoli African's stories
Africa National One Bartoli Brahima Dembelè Fuochi
Letters from Senegal Bartoli Momar Tall Fuochi
Malibra trio Dembelè Iori Bartoli
Corde Maris Bartoli, Campus Salis Guarino
Masnada quintet CD Masnada
Stefano Bartoli Marco Papa Mad Monk
Bartoli Staino duo
Bartoli Bernard Falvo trio
Max Amazio Stefano Bartoli Twin
Bartoli Breschi Canavese Tempo Reale Place on suite
Bartoli Azzolini duo
Stefano Bartoli Massimiliano Calderai From Bix to Louis
GAS trio CD Our roots
Deposito Bagagli
Bartoli Franzini Geri trio
Bartoli Bellatalla Orselli avantgarde CD Trees
E qualcos'altro che non ricordo tra turni in studio, ospite a concerti di Porretta blues festival e qualche altra ospitata in LP di altri come Doctor John, Giulio Clementi e Stefano Bollani Orchestra...
Ma sia chiaro, a parte la grande e numerosa band di Doctor John nella quale avevo parti scritte in sezione, tutti gli altri che mi hanno cercato, mi hanno sempre fatto fare assoli, essendo un pessimo musicista di sezione...
E poi, sono anche anziano...ah ah ah ma di base ho un carattere per cui non riesco a fare esattamente quel che mi chiedono, devo sempre mettere "cose" mie e questo, lo sapete, in sezione è impossibile...

Da 12 anni lavoro molto in teatro scrivendo (Musica) e suonando tromba e percussioni, questa è diventata un'altra passione ma è anche molta pagnotta.
Mi sono sentito così infimo di fronte a questo curriculum.....( Ma anche di fronte agli altri)

Breve storia triste ( la mia)
Ascolto trombettisti fin da piccolo. Mio padre ha dischi di Calvert, Armstrong, Chet, James Last etc e mia sorella molto più grande di me è cinefilia e amante di Sergio Leone. Non mi passa mai per la testa di suonare la tromba, ascolto solo musica e suonicchio la chitarra con gli amici del paese. Poi mio padre porta a casa un trombino Pocket preso su un mercatino da tenere come soprammobile. È un Bresson London ( non so se sia uno strumento vero o un oggetto da vetrina e basta) però suona. E li inizia il mio piccolo viaggio. Entro in banda ma dopo pochi anni mollo tutto. Detestavo la musica da banda, i servizi, il mio suono, il fatto che fossi così stonato e che non riuscissi a suonare la musica che mi piaceva come il Jazz. Non avevo/ho alcun talento musicale ne ritmico ne melodico ne di orecchio. Ho continuato a suonare la chitarra acustica perché mi permetteva una certa socialità e di suonare l'altra musica che amo ovvero il blues, il country e folk americano.
Oggi riprovo perché ho bisogno di staccare la testa e non dormo molto. Dalle 22:00 alle 00:00/00:30 dopo aver messo tutti a nanna mi dirigo nella cantina del mio magazzino e urlo nella tromba cercando di far scappare più topi che posso.
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